Nella nostra società il numero di persone che soffrono di ansia o depressione è in continuo aumento, e queste spesso necessitano per molti anni di una terapia farmacologica e/o di supporto psicologico.
In Gran Bretagna recentemente è stato aperto un sito web, Joyable, per offrire una terapia di supporto online che secondo alcuni potrebbe ridurre in parte il carico di lavoro che psicologi o psichiatri affrontano quotidianamente, affiancandosi al tradizionale supporto basato sul rapporto paziente-terapeuta. Secondo il Dott. S. Gilbody, dell’università di York, UK, vi è un evidente bisogno di nuove modalità terapeutiche che possono soddisfare le crescenti necessità di persone affette da depressione. Infatti è frequente riscontrare una eccessiva prescrizione di antidepressivi o individuare pazienti dove la psicoterapia risulta inadeguata. Nel 2013, il Servizio Sanitario Nazionale della Gran Bretagna ha approvato alcune app a sostegno di pazienti con disturbi mentali. Attualmente i siti come Joyable sono numerosi, sebbene non abbiano un riconoscimento ufficiale e a parere di alcuni ricercatori, i trattamenti online avranno un ruolo fondamentale per pazienti affetti da disturbi mentali.
Un’ultima pubblicazione, uscita con Il Sole 24 Ore, con la consulenza dell’Omceo1, ha tracciato un quadro a tinte fosche della situazione sociale italiana.
L’impoverimento crescente della popolazione (dati ISTAT2) ha provocato un aumento delle diseguaglianze economiche in generale, che incide fortemente sull’aderenza alle cure dei pazienti stessi. In questa pubblicazione è stato osservato un continuo incremento da parte delle fasce più deboli della popolazione a rinunciare sia a farmaci sia ad assistenza a domicilio, con conseguente incremento di malattie importanti, soprattutto patologie croniche quali il diabete o le malattie oncologiche. Secondo questa ricerca, basata sull’ osservazione dei medici delle cure primarie, che sono i primi a confrontarsi con le scelte principali dei propri pazienti in ambito sanitario, nell’80% delle interviste, i medici hanno riscontrato una costante rinuncia, in prima battuta, all’utilizzo dei farmaci, in particolare per terapie salvavita nel 74% del campione, nel seguire terapie essenziali nel 40% dei casi e nella riduzione d’indagine diagnostiche nel 36% degli intervistati. L’indagine evidenzia anche una continua rinuncia al ricorso all’assistenza domiciliare 22% dei casi, e in particolare negli stili di vita si osserva una rinuncia a un’alimentazione sana, 13% dei casi e a praticare un’ attività fisica. I più colpiti in questa situazione sono gli adulti (42% dei casi) e gli anziani (47% dei casi). Secondo i medici delle cure primarie si è osservata, in conseguenza dell’impoverimento della popolazione, una minore attenzione alla prevenzione con diffusione di malattie oncologiche, patologie infettive, diabete, mettendo a rischio in prospettiva la salute pubblica.
Secondo il sondaggio CGM Health Monitor in collaborazione Compugroup Medical Italia e Omceo di Bari, pubblicato dal Sole 24 Ore Sanità, ad aggravare la situazione è anche il fenomeno dell’immigrazione. Negli ultimi cinque anni gli immigrati classificati come STP (Straniero temporaneamente presente) sono aumentati di quasi il 50% con un quadro epidemiologico che evidenzia un incremento di malattie dermatologiche, patologie infettive e in prospettiva patologie croniche. Per capire a fondo questa situazione bisogna fare riferimento ai dati dell’ISTAT2, pubblicati nel 2015, dove si evidenzia che gli italiani poveri sono più di sette milioni, e quattro milioni vivono in assoluta povertà con gravi difficoltà e non possono acquistare il minimo indispensabile per vivere; naturalmente c’e’ una forte differenziazione tra Nord, centro e mezzogiorno, dove questa percentuale e’ doppia. E’ evidente che nelle famiglie con stranieri la percentuale di povertà è maggiore rispetto a quelle italiane, nel mezzogiorno questa percentuale e tripla. E’ importante rilevare che l’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare del titolo di studio; nel caso d’individui con diploma l’incidenza è del 3,2%, mentre per coloro che hanno la licenza elementare, la percentuale sale a 8,4%. Il rapporto tra povertà e aspetti sanitari della popolazione viene in generale sottovalutato nella programmazione degli interventi sanitari e nella scelta dei modi di assistenza dove in molte situazioni non è preso in considerazione il rapporto stretto tra questi due aspetti.
Qualche giorno fa una mia amica mi ha raccontato che le era stata prescritta una TAC Total Body e questo naturalmente le aveva creato un notevole quadro di ansia e temeva di non riuscire a sottoporsi a quest’esame. Il giorno in cui decise di andare in clinica, nell’entrare nella sala TAC ha avuto la piacevole sorpresa di trovare una musica di sottofondo che le ha permesso di sostenere l’esame controllando le ansie e le paure che l’avevano accompagnata nelle ore precedenti.
A marzo 2016 un editoriale della rivista “The New England Journal of Medicine” ha descritto l’esperienza dell’azienda Uber, spiegando come, 8 anni fa, ha inserito nel mercato automobilistico privato l’utilizzo di un software mobile (app) che collega direttamente passeggeri e autisti di vetture private. La nascita di Uber, società presente ormai in decine di città in tutto il mondo, è stata possibile perché in un mercato caratterizzato da un servizio poco efficiente, con disagi e prezzi elevati, ha spinto i clienti a prendere in considerazione delle alternative possibili. La forte diffusione dell’app di Uber ha dimostrato che in presenza di un mercato fortemente regolamentato, i consumatori, nonostante interessi corporativi fortemente radicati in campo economico e politico, tendono a rivolgersi a soluzioni alternative.
In ogni paese è ormai presente il problema dei continui aumenti nel costo dei servizi socio-sanitari. Nonostante i differenti approcci all’erogazione di questi, da nessuna parte si è osservato né un abbassamento dei costi, né un rallentamento di questa tendenza. L’unica soluzione suggerita per diminuire la spesa sanitaria è di tagliare o razionalizzare i servizi. La risposta più frequente degli esperti di economia sanitaria riguardo il continuo incremento dei costi è : “Non si può avere tutto. Se volete salari più alti e meno tasse è necessario tagliare il costo e il numero dei servizi socio-sanitari”.
Un Venerdì sera nel reparto di emergenza di un normale ospedale.
L’inizio è calmo: il primo ad arrivare è un uomo con una polmonite di media gravità, successivamente una anziana inviata da una residenza sanitaria per una infezione delle vie urinarie che le ha provocato uno stato di delirio.
In seguito insieme arrivano due pazienti con sospetto di infarto, subito dopo arriva un conducente ubriaco con la testa sanguinante e metà della gabbia toracica fratturata. A mezzanotte, infine, alcuni partecipanti ad una cena di addio al celibato che non è andata, si presume, secondo i piani.