Fin dall’inizio della storia dell’umanità, il rapporto tra religione, medicina e salute, è stato strettamente correlato. Non a caso, la storia della religione, la storia della stessa medicina e gli aspetti della stessa salute nelle differenti popolazioni, sono stati sempre un aspetto affascinante della storia dell’umanità.
Soltanto negli ultimi decenni, i tre ambiti sono stati separati, e questa separazione è avvenuta in particolare soprattutto nelle Nazioni sviluppate, mentre nei paesi in via di sviluppo, questo fenomeno è sicuramente minore o addirittura assente.
Negli ultimi anni questa separazione ha provocato una profonda trasformazione nella formazione del personale sanitario, dove, l’aspetto religioso o spirituale del paziente non viene minimamente preso in considerazione, in quanto considerato non importante nell’approccio medico alla cura e all’assistenza in generale.
Nonostante questo rifiuto verso gli aspetti religiosi o spirituali dei pazienti, esistono comunque numerosi studi che hanno cercato di approfondire l’importanza di questo aspetto sulla salute non solo dei singoli ma dell’intera popolazione.
IL RIFIUTO
Lo studente di medicina osservava con attenzione. In un reparto ospedaliero sovraffollato il tempo è poco e l’insegnamento dei giovani medici carente. Tra l’esame di un linfonodo, e un fegato ingrossato, si spera sempre di trovare il tempo di insegnare ciò che serve per essere un
buon medico. Cercavo di mostrargli velocemente alcuni aspetti essenziali della nostra professione, mentre tentavo di convincere i pazienti di sottoporsi alla chemioterapia; quindi presi una nuova cartella, di una paziente che era stata inserita d’urgenza in seguito alla richiesta del suo medico. La presentai allo studente di medicina, che rispettosamente la osservò da dietro il letto.