Le Direttive Anticipate o il Testamento Biologico rappresentano un argomento di dibattito e talvolta di confronto acceso in molti paesi ove non esiste una legislazione definita. Conoscere brevemente la situazione presente in differenti paesi può aiutare a comprendere meglio le problematiche presenti nel nostro paese.
Con questo articolo vorremmo iniziare una serie di pubblicazioni per quanto riguarda le problematiche di fine vita viste da un punto di vista medico, sociale, culturale e religioso. Questo ci sembra l'unico modo per informare ed educare le persone nei riguardi di un problema etico che necessariamente interessa qualsiasi individuo a prescindere da fattori religiosi culturali e politici. Altri articoli li troverete nella sezione bioetica e medicina.
Nell'affrontare le problematiche di fine vita, è importante considerare che in Italia si parla di una società multietnica e con tante culture differenti.L'approccio alla cura di pazienti di differente religione o cultura comporta un'apertura mentale da parte del personale sanitario che non può essere tralasciata nella formazione di tutte le persone coinvolte nella cura di un malato. Questo articolo, uscito nel 2006, evidenzia quanto è importante ascoltare e conoscere pazienti con esperienze,culture e credi religiosi differenti.Ricordiamoci che secondo i dati della Caritas, quasi il 10% della popolazione italiana è formata da immigrati con costumi ed abitudini molto lontarni dalla nostra esperienza di occidentali.
La posizione delle autorità religiose islamiche è a prima vista abbastanza rigida e contraria sia all'eutanasia, sia al testamento biologico vincolante, mentre considera positivamente l'uso dei progressi scientifici e tecnologici per allungare la vita. Tuttavia, nella maggior parte dei numerosi documenti scientifici e giuridico-religiosi prodotti da esponenti di fede e cultura islamica nel mondo il discorso è assai più articolata con ampio spazio alla valutazione caso per caso.
La posizione delle autorità religiose islamiche è a prima vista abbastanza rigida e contraria sia all'eutanasia, sia al testamento biologico vincolante, mentre considera positivamente l'uso dei progressi scientifici e tecnologici per allungare la vita. Tuttavia, nella maggior parte dei numerosi documenti scientifici e giuridico-religiosi prodotti da esponenti di fede e cultura islamica nel mondo il discorso è assai più articolata con ampio spazio alla valutazione caso per caso.
Sono quasi cinque milioni gli stranieri regolari in Italia, il 7% dei residenti. Un residente su 12 è straniero. Il dossier della Caritas stima in 4.919.000 gli immigrati. Il 21% sono romeni, l'11% albanese, il 10,2% marocchini. La maggior parte degli stranieri sono europei (53,6%) e africani (22%).L'appartenenza religiosa degli immigrati (stima Caritas/Migrantes – Dossier 2008) è molto varia. Il totale di immigrati “in contatto” con una religione diversa dalla cattolica è da noi stimato a 2.321.900 unità. Emerge, in ogni caso, insieme a una avanzata dei cristiani ortodossi (836.000), una centralità dell’Islam (1.153.000) come seconda religione presente sul territorio dopo la cattolica, seguita dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova (circa 400.000 fedeli), seguita dalle Assemblee di Dio in Italia (140.000 membri).Se si considerano i residenti sul territorio la percentuale di appartenenti a minoranze religiose sale intorno al 5,87%.
La terapia metronomica in oncologia pediatrica.
L'angiogenesi è una componente fondamentale della crescita tumorale. Infatti,l’angiogenesi permette al tumore l’apporto di ossigeno e di altri elementi essenziali per la sua continua crescita e lo sviluppo di metastasi. L'angiogenesi rappresenta quindi un potenziale bersaglio per le terapie del cancro. La scoperta delle proprietà antiangiogenica dei farmaci antitumorali ha portato a sviluppare un nuovo approccio terapeutico: la chemioterapia metronomica che comporta la somministrazione di chemioterapia a basse dosi con frequenza anche quotidiana. Questa terapia impedisce la crescita o distruggere i vasi sanguigni del tumore e inibisce la crescita tumorale e può causare la distruzione del tumore. Inoltre, quest’approccio basato sull'impiego di basse dosi di chemioterapia può ridurre gli effetti collaterali di questa (alopecia, tossicità del midollo osseo, vomito e la tossicità su altri organi).