In questi due brevi articoli riportiamo i dati di alcune ricerche che sottolineano l’importanza della connessione tra i germi intestinali, il cosiddetto microbiota, e la comparsa di disturbi a livello mentale. Il corpo umano è colonizzato da un gran numero di batteri: quello che una volta veniva chiamato “microflora” e che oggi definiamo meglio come “microbiota”. Il termine “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni dell’intero microbiota.
Queste ricerche aprono alcune possibilità nel trattamento del tutto nuovo di alcune patologie che da decenni, preoccupano l’ambiente medico, e che oltre ad essere in continua crescita sembrano non avere notevoli possibilità terapeutiche. Quindi vedremo un possibile effetto dei germi intestinali sia sui disturbi legati all’autismo sia sul problema della depressione.
Nel corso della normale attività di assistenza ad anziani con tumori in fase avanzata o con patologie croniche complesse, è abbastanza frequente riscontrare un particolare atteggiamento medico che tende a sottoporre gli anziani sopra i 75 anni ai tradizionali screening oncologici e conseguentemente ad accertamenti e/o terapie aggressive che spesso condizionano pesantemente la loro qualità di vita.
I ricercatori stimano che mangiare una tazza di mirtilli al giorno riduce il rischio di eventi cardiovascolari del 13%. Questo studio indica che i mirtilli possono avere un azione protettiva sul cuore.
Le convulsioni di A.P, una giovane donna, non stavano scomparendo, nonostante l'assunzione di potenti farmaci contro l'epilessia. Quella volta la donna percepì i segnali di avvertimento poco prima di scendere da un autobus su una strada trafficata, ma appena raggiunto il marciapiede ebbe una crisi convulsiva . La giovane paziente venne sottoposta ad ulteriori indagini. Come molte persone affette da epilessia, la malattia era stata diagnosticata dopo una storia di improvvise perdite di coscienza, ma non era mai stato effettuato un test definitivo per registrare l'attività elettrica del cervello durante un episodio acuto. Questa volta venne ricoverata in ospedale dove fu sottoposta all’applicazione di elettrodi in testa per quattro giorni. Alla fine i medici dichiararono che l'epilessia non sembrava avere cause specifiche.
I fatti di cronaca degli ultimi giorni hanno riportato l’attenzione sul problema del trattamento delle persone accusate di crimini sessuali e in particolare sul ricorso alla castrazione chimica. Mentre da noi è una norma in fase di discussione, esistono Paesi europei in cui esiste già, sia come pena che come opzione volontaria per il condannato. In Europa la troviamo in 13 Paesi, che sono: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Islanda. Come è facile notare si tratta di Paesi soprattutto nel Nord Europa, ma esistono delle differenze tra loro, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni di questa pratica. Quali sono queste differenze?
Abbiamo cercato in Internet un articolo che sintetizzasse velocemente l’argomento in modo da offrire un maggior numero di informazioni e conseguentemente anche strumenti capaci di comprendere gli aspetti positivi e negativi di questa metodica terapeutica.