In questi due brevi articoli riportiamo i dati di alcune ricerche che sottolineano l’importanza della connessione tra i germi intestinali, il cosiddetto microbiota, e la comparsa di disturbi a livello mentale. Il corpo umano è colonizzato da un gran numero di batteri: quello che una volta veniva chiamato “microflora” e che oggi definiamo meglio come “microbiota”. Il termine “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni dell’intero microbiota.
Queste ricerche aprono alcune possibilità nel trattamento del tutto nuovo di alcune patologie che da decenni, preoccupano l’ambiente medico, e che oltre ad essere in continua crescita sembrano non avere notevoli possibilità terapeutiche. Quindi vedremo un possibile effetto dei germi intestinali sia sui disturbi legati all’autismo sia sul problema della depressione.
In questi due brevi articoli riportiamo i dati di alcune ricerche che sottolineano l’importanza della connessione tra i germi intestinali, il cosiddetto microbiota, e la comparsa di disturbi a livello mentale. Il corpo umano è colonizzato da un gran numero di batteri: quello che una volta veniva chiamato “microflora” e che oggi definiamo meglio come “microbiota”. Il termine “microbioma” si riferisce invece all’insieme dei geni dell’intero microbiota.
Queste ricerche aprono alcune possibilità nel trattamento del tutto nuovo di alcune patologie che da decenni, preoccupano l’ambiente medico, e che oltre ad essere in continua crescita sembrano non avere notevoli possibilità terapeutiche. Quindi vedremo un possibile effetto dei germi intestinali sia sui disturbi legati all’autismo sia sul problema della depressione.
Nel corso della normale attività di assistenza ad anziani con tumori in fase avanzata o con patologie croniche complesse, è abbastanza frequente riscontrare un particolare atteggiamento medico che tende a sottoporre gli anziani sopra i 75 anni ai tradizionali screening oncologici e conseguentemente ad accertamenti e/o terapie aggressive che spesso condizionano pesantemente la loro qualità di vita.