Non possiamo cambiare la condizione umana, ma possiamo modificare le condizioni in cui gli essere umani lavorano.
Ormai anche in Italia il numero d’errori medici che vengono all’attenzione del pubblico è molto alto e talvolta ci si chiede com’è possibile che chi commette errori anche molto gravi continui a fare il medico? In genere questi medici vengono definiti “incompetenti o non diligenti” e molto spesso viene richiesta una adeguata punizione per gli errori da loro commessi, tuttavia nel campo della medicina è opportuno accettare che tutti i medici anche quelli bravi possono sbagliare. Infatti, è molto difficile trovare un medico con anni di esperienza, che non racconti di essere incappato in un errore durante la sua vita professionale.
Immaginatevi uno scenario di questo genere: una donna di 84 anni viene ricoverata per dolori addominali e diarrea. Dopo essere stata sottoposta per vari giorni ad una cura con antibiotici la donna nonostante la terapia continua a presentare questa grave diarrea. Gli accertamenti clinici evidenziano che la causa dell'infezione è il Clostridium difficilis un germe molto resistente perfino ai moderni antibiotici. A quel punto i familiari decidono per le dimissioni della paziente, la riportano a casa e chiamano un “guaritore” che dopo aver visitato la paziente ed in particolare analizzato l'odore e la consistenza delle feci prescrive una terapia che per la medicina occidentale si avvicina molto alla stregoneria: la somministrazione di un clistere in cui vengono disciolte le fece di un familiare sano. La donna nel giro di pochi giorni di trattamento riacquista un normale funzionamento dell'intestino con scomparsa della diarrea. Naturalmente di fronte ad una guarigione come questa, la maggior parte dei medici di formazione tradizionale risponde sicuramente che la paziente e guarita in modo naturale e che la somministrazione della cura alternativa non ha minimamente inciso sul decorso della infezione da Clostridium difficilis.