
Negli ultimi anni la ricerca ha scoperto un legame stretto tra il microbioma intestinale – l’insieme dei miliardi di batteri che popolano il nostro intestino – e la qualità del sonno.
Questo dialogo continuo tra intestino e cervello avviene attraverso i nervi vaghi, gli ormoni e le sostanze infiammatorie che i microbi producono.
Un microbioma ricco e diversificato favorisce un sonno più regolare e profondo, mentre una flora intestinale impoverita o alterata può aumentare l’infiammazione e disturbare i ritmi sonno–veglia.
Studi recenti mostrano che persone con sonno irregolare o insufficiente presentano un numero maggiore di batteri “sfavorevoli”, associati a obesità, diabete e declino cognitivo.
Il sonno e il microbioma si influenzano a vicenda:
Negli anziani questo effetto è ancora più rilevante: disturbi del sonno e alterazioni intestinali favoriscono stanchezza cronica, depressione, peggior controllo glicemico e rischio di cadute notturne.

Curare il proprio microbioma significa dunque curare anche il cervello e il riposo, con benefici tangibili per la salute dell’anziano: meno infiammazione, maggiore lucidità mentale e un sonno finalmente rigenerante.
Giovanni Creton
ottobre 2025









