
L’Italia invecchia più velocemente della sua capacità di prendersi cura dei suoi anziani. Ma esistono soluzioni, già in parte avviate, che possono rafforzare l’assistenza domiciliare e renderla più equa, continua e sostenibile.
Le riforme in corso: passi avanti importanti
- La riforma della non autosufficienza (Legge 33/2023)
Per la prima volta l’Italia sta creando un Sistema Nazionale per l’Assistenza degli Anziani. L’obiettivo è unire sanitario e sociale, semplificare l’accesso, costruire un “budget di cura” personalizzato e favorire la domiciliarità. È un cambiamento significativo, ma ancora in fase iniziale.
- La Prestazione Universale (2025–2026)
Dal 2025 è attiva una sperimentazione rivolta agli over 80 con bisogni gravissimi, con un contributo economico per pagare servizi di cura. È un primo passo ma non ancora una soluzione strutturale.
Tre priorità per un futuro sostenibile
- Valorizzare le persone che curano
Serve riconoscere i caregiver familiari, professionalizzare le badanti con registri e formazione, e potenziare gli Infermieri di Famiglia e Comunità.
- Dare continuità alla cura
Un’assistenza efficace richiede valutazione multidimensionale, obiettivi chiari, monitoraggio costante e comunicazione continua.
- Tecnologia gentile e accessibile
La tecnologia può facilitare il telemonitoraggio, la teleassistenza e attività comunitarie online, senza sostituire la relazione umana.
La sfida che ci attende
Garantire agli anziani una vita dignitosa nelle proprie case richiede riforme coraggiose, più professionisti, sostegni alle famiglie, tecnologie semplici e reti comunitarie solide. È una scelta di civiltà.









