
Un corretto equilibrio dei liquidi è fondamentale per la salute, soprattutto nelle persone anziane. Ma siamo davvero sicuri di sapere quando e quanto bere? Molte delle convinzioni più diffuse sull’idratazione non sono supportate dalle evidenze scientifiche. Imparare ad ascoltare il proprio corpo è il primo passo per proteggere la salute.
Negli ultimi anni siamo stati bombardati da messaggi che invitano a bere grandi quantità di acqua ogni giorno. Bottiglie sempre più grandi, applicazioni che ricordano di bere e consigli spesso poco scientifici hanno contribuito a diffondere l’idea che più acqua si beve, meglio è.
In realtà, l’idratazione è un processo molto più complesso e personalizzato.
La fisiologa Tamara Hew-Butler, che da oltre vent’anni studia il rapporto tra attività fisica e idratazione, ha analizzato alcuni dei luoghi comuni più diffusi, dimostrando che molte convinzioni sono errate.
Non esiste una quantità di acqua valida per tutti.
Il fabbisogno idrico dipende da numerosi fattori:
- età;
- peso corporeo;
- attività fisica;
- temperatura ambientale;
- umidità;
- stato di salute;
- alimentazione;
- assunzione di farmaci.
Una persona anziana e sedentaria avrà esigenze molto diverse rispetto a un lavoratore che trascorre molte ore all’aperto o a uno sportivo.
Il nostro organismo possiede un meccanismo estremamente efficace per regolare l’equilibrio dei liquidi: la sete.
Contrariamente a quanto si sente spesso dire, avvertire lo stimolo della sete non significa essere già gravemente disidratati. Nella maggior parte dei casi, la sete rappresenta semplicemente il segnale che il nostro organismo ha bisogno di reintegrare una piccola quantità di liquidi.
Negli anziani, tuttavia, questo meccanismo può diventare meno efficiente. Per questo motivo è importante prestare maggiore attenzione all’assunzione di liquidi, soprattutto durante l’estate, in presenza di febbre o quando si assumono farmaci diuretici.
Molte persone credono che caffè, tè, minestre, frutta e verdura non contribuiscano all’idratazione.
Non è così.
Una parte importante dei liquidi quotidiani proviene proprio dagli alimenti.
Frutta e verdura contengono grandi quantità di acqua. Anche zuppe, minestroni, yogurt e tisane contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio idrico.
Il caffè, se consumato con moderazione, non provoca una significativa perdita di liquidi.
Diverso è il caso delle bevande alcoliche. L’alcol aumenta la produzione di urina e può favorire la disidratazione, soprattutto nelle persone anziane.
Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che bere più acqua del necessario apporti automaticamente benefici.
Le prove scientifiche non dimostrano che bere grandi quantità di acqua migliori la funzione immunitaria, renda la pelle più luminosa o prevenga numerose malattie.
Il nostro organismo è in grado di eliminare rapidamente i liquidi in eccesso attraverso le urine.
In alcuni casi, però, bere troppo può diventare pericoloso.
L’assunzione eccessiva di acqua in tempi molto brevi può provocare una condizione chiamata iponatriemia, caratterizzata da una riduzione della concentrazione di sodio nel sangue.
I sintomi possono comprendere:
- mal di testa;
- nausea;
- confusione;
- gonfiore;
- debolezza.
Le persone anziane sono particolarmente vulnerabili agli squilibri del sodio, soprattutto se assumono farmaci come diuretici, antidepressivi o alcuni antipertensivi.
Le bevande sportive contengono zuccheri ed elettroliti, come sodio e potassio.
Molte persone le utilizzano dopo una semplice passeggiata o una moderata attività fisica, pensando di recuperare più rapidamente.
In realtà, queste bevande sono utili soprattutto durante sforzi molto intensi e prolungati.
Per la maggior parte delle persone, e in particolare per gli anziani, una normale alimentazione è più che sufficiente per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione.
Con l’avanzare dell’età, il rischio di disidratazione aumenta perché:
- diminuisce la percezione della sete;
- si riduce la quantità di acqua presente nell’organismo;
- aumentano le malattie croniche;
- si assumono più farmaci.
È quindi utile mantenere alcune semplici abitudini:
- bere regolarmente durante la giornata;
- consumare frutta e verdura a ogni pasto;
- aumentare l’assunzione di liquidi durante le ondate di calore;
- controllare il colore delle urine, che dovrebbero essere chiare;
- prestare attenzione a stanchezza improvvisa, confusione e sonnolenza.
L’idratazione non è una gara a chi beve di più. È un delicato equilibrio che cambia da persona a persona. Imparare ad ascoltare il proprio corpo e adattare l’assunzione di liquidi alle proprie esigenze rappresenta una delle strategie più semplici ed efficaci per invecchiare in salute.
Dott. Giovanni Creton
Presidente Ryder Italia ETS









