Dona
Dona

Demenza: riconoscere i segnali e capire quando chiedere aiuto.

La parola “demenza” spaventa molte famiglie. Spesso viene associata inevitabilmente alla perdita della memoria, alla dipendenza dagli altri e alla paura di “non riconoscere più” i propri cari. In realtà, comprendere meglio questa malattia può aiutare ad affrontarla con maggiore consapevolezza e meno solitudine. Oggi sappiamo che la demenza non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. […]

La parola “demenza” spaventa molte famiglie. Spesso viene associata inevitabilmente alla perdita della memoria, alla dipendenza dagli altri e alla paura di “non riconoscere più” i propri cari. In realtà, comprendere meglio questa malattia può aiutare ad affrontarla con maggiore consapevolezza e meno solitudine.

Oggi sappiamo che la demenza non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Esistono diversi tipi di demenza, sintomi differenti e soprattutto segnali precoci che è importante non sottovalutare. Riconoscere il problema nelle fasi iniziali può migliorare la qualità della vita del paziente e della famiglia, permettendo cure, sostegno e organizzazione dell’assistenza.

Quando la dimenticanza è normale

Con l’età capita a tutti di avere qualche vuoto di memoria. Dimenticare dove si sono messe le chiavi, non ricordare subito un nome o entrare in una stanza senza ricordare il motivo sono episodi comuni e spesso benigni.

Nel normale invecchiamento la persona:

- riesce generalmente a recuperare il ricordo;

- mantiene autonomia e capacità di ragionamento;

- non presenta un peggioramento rapido;

- conserva la capacità di organizzare la vita quotidiana.

La demenza è diversa. Non si tratta di semplici dimenticanze, ma di una malattia del cervello che interferisce progressivamente con la vita quotidiana.

Una persona con demenza può:

- dimenticare conversazioni appena avvenute;

- ripetere continuamente le stesse domande;

- perdere l’orientamento;

- dimenticare appuntamenti importanti;

- assumere male i farmaci;

- non riuscire più a gestire denaro o attività semplici.

Il problema principale non è il singolo episodio di memoria, ma il fatto che le difficoltà diventano frequenti e compromettono l’autonomia.

Alzheimer e demenza: non sono la stessa cosa

Molte persone usano i termini “Alzheimer” e “demenza” come sinonimi, ma non è corretto.

La demenza è un termine generale che comprende diverse malattie cerebrali. La malattia di Alzheimer è semplicemente la forma più frequente.

La malattia di Alzheimer

È responsabile di circa due terzi dei casi di demenza. I sintomi iniziali riguardano soprattutto la memoria recente:

- dimenticare ciò che è stato appena detto;

- perdere oggetti;

- fare le stesse domande;

- confondersi nel tempo.

Con il tempo possono comparire difficoltà nel linguaggio, nel riconoscimento delle persone e nella gestione delle attività quotidiane.

La demenza vascolare

È causata da problemi della circolazione cerebrale, spesso legati a ipertensione, diabete o piccoli ictus.

I sintomi possono includere:

- rallentamento mentale;

- difficoltà di concentrazione;

- problemi organizzativi;

- instabilità nella camminata.

Demenza con corpi di Lewy

Può presentarsi con:

- allucinazioni visive;

- sonno disturbato;

- rigidità e problemi motori;

- forti oscillazioni dell’attenzione.

Demenza frontotemporale

Colpisce talvolta persone più giovani e può manifestarsi con:

- cambiamenti del comportamento;

- perdita del controllo emotivo;

- linguaggio alterato;

- impulsività.

La memoria, nelle fasi iniziali, può anche essere relativamente conservata.

I sintomi non riguardano solo la memoria

Uno degli errori più frequenti è pensare che la demenza significhi soltanto “dimenticare”.

In realtà molte forme iniziano con sintomi differenti:

- apatia;

- irritabilità;

- cambiamenti della personalità;

- difficoltà nel linguaggio;

- perdita dell’iniziativa;

- disturbi del sonno;

- difficoltà nel seguire conversazioni;

- cadute frequenti.

Talvolta sono proprio i familiari a notare che “la persona non è più la stessa”, prima ancora che emergano grandi problemi di memoria.

L’importanza della diagnosi precoce

Molte famiglie tendono a minimizzare i sintomi pensando che siano “normali per l’età”. Altre, per paura, evitano di affrontare il problema.

In realtà una diagnosi precoce è molto importante perché permette:

- di escludere altre cause di confusione;

- di iniziare trattamenti utili;

- di pianificare l’assistenza;

- di aiutare il caregiver;

- di ridurre ricoveri e complicanze.

La valutazione può includere:

- visita neurologica o geriatrica;

- test cognitivi;

- esami del sangue;

- TAC o risonanza magnetica.

Oggi esistono anche nuove ricerche su esami del sangue capaci di identificare precocemente alcuni segni della malattia di Alzheimer.

Il peso sui caregiver

La demenza non colpisce solo il paziente, ma tutta la famiglia.

Chi assiste una persona con demenza può vivere:

- stanchezza fisica;

- stress;

- ansia;

- isolamento sociale;

- depressione;

- difficoltà economiche.

Per questo motivo è fondamentale che anche il caregiver riceva sostegno psicologico, informazioni e aiuto pratico.

La persona malata, infatti, non perde il bisogno di affetto, ascolto e dignità. Anche quando la memoria si indebolisce, le emozioni restano spesso vive.

Non affrontare la demenza da soli

La demenza è una delle grandi sfide sanitarie del nostro tempo, soprattutto in una popolazione sempre più anziana. Ma oggi comprendiamo molto meglio queste malattie rispetto al passato.

Riconoscere i primi segnali, chiedere aiuto precocemente e costruire una rete di sostegno può fare una grande differenza per il paziente e per chi se ne prende cura.

Accanto alle cure mediche, restano fondamentali:

- l’assistenza domiciliare;

- la vicinanza della famiglia;

- il supporto psicologico;

- la presenza del volontariato e del Terzo Settore.

Perché dietro ogni diagnosi di demenza continua ad esserci una persona che ha bisogno di sentirsi accolta, rispettata e accompagnata.

Dott. Giovanni Creton

Presidente Ryder Italia ETS

giugno 2026

Altri articoli

Scopri le ultime novità e aggiornamenti dell'organizzazione.

News

Sauna e bagni caldi: un possibile aiuto per il cuore e la circolazione.

Gli effetti del calore su pressione, infarto e rischio di ictus Per molto tempo la sauna è stata considerata soltanto una pratica di benessere e rilassamento. Negli ultimi anni, però, diversi studi scientifici hanno suggerito che una moderata e ripetuta esposizione al calore possa produrre effetti favorevoli anche sulla pressione arteriosa, sui vasi sanguigni e […]
Leggi

News

Sauna, Alzheimer e depressione: il calore può proteggere il cervello?

Le nuove ricerche sulla salute cerebrale e le regole per un utilizzo sicuro Dopo aver esaminato i possibili effetti della sauna sul cuore, sulla pressione arteriosa e sul rischio di ictus (nell'articolo che potete leggere cliccando qui), è importante considerare uno degli aspetti più affascinanti della ricerca: il possibile rapporto tra esposizione al calore e […]
Leggi

News

Tumore del polmone: la TAC che può salvare la vita anche molti anni dopo aver smesso di fumare.

Lo screening  per il tumore del polmone è ancora poco utilizzato, ma può fare la differenza Il tumore del polmone continua a essere una delle principali cause di morte per cancro nel mondo. La buona notizia è che oggi esiste uno strumento capace di individuarlo quando è ancora molto piccolo e quindi più facilmente curabile: […]
Leggi

News

Ondate di calore e anziani.

I farmaci che aumentano il rischio e i falsi miti sull’idratazione Dopo aver visto come affrontare il caldo e utilizzare correttamente ventilatori e semplici misure di raffreddamento, è importante conoscere un altro aspetto spesso sottovalutato: alcuni farmaci possono rendere l’organismo molto più vulnerabile alle alte temperature. Per questo motivo gli anziani, soprattutto quelli che assumono […]
Leggi

News

Ondate di calore: come proteggere gli anziani durante l’estate.

Ogni estate le ondate di calore diventano sempre più intense e prolungate. Per le persone anziane non rappresentano soltanto un disagio, ma un vero rischio per la salute. Disidratazione, colpi di calore, peggioramento delle malattie cardiache e respiratorie e confusione mentale sono tra le conseguenze più frequenti, tanto che durante le estati più calde si […]
Leggi

News

La nuova sfida dell’assistenza agli anziani: chi paga la non autosufficienza?

L’invecchiamento della popolazione sta ponendo a tutti i Paesi una domanda sempre più urgente: chi si prenderà cura delle persone quando non saranno più autonome? E soprattutto: chi pagherà questa assistenza? Non parliamo soltanto di cure mediche. La vera sfida della vecchiaia fragile riguarda l’aiuto quotidiano: lavarsi, vestirsi, alzarsi dal letto, preparare i pasti, assumere […]
Leggi

News

Alcol: un bicchiere innocente o un rischio sottovalutato?

Lo studio che presentiamo in questo articolo è particolarmente interessante perché cerca di superare la contrapposizione tra due messaggi che il pubblico sente spesso: “un po’ di vino fa bene” e “qualsiasi quantità di alcol fa male”. La conclusione degli autori dello studio è più sfumata: l’alcol non è un veleno immediato in ogni dose, […]
Leggi

News

Demenza: nuove cure, prevenzione e speranze dalla ricerca.

Per molti anni parlare di demenza significava parlare soprattutto di perdita progressiva delle capacità cognitive e di assenza di cure realmente efficaci. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. La ricerca scientifica sta facendo passi avanti importanti sia nella diagnosi precoce sia nello sviluppo di nuovi trattamenti. Allo stesso tempo, cresce la consapevolezza che molti fattori legati […]
Leggi

News

Allenare il cervello per prevenire la demenza.

Come esercizi cognitivi mirati possono ridurre il rischio di Alzheimer. Negli ultimi anni si è discusso molto sull’utilità dei cosiddetti “giochi per il cervello”. Molti studi avevano sollevato dubbi sulla loro reale efficacia nella vita quotidiana. Oggi però una ricerca di grande rilievo, durata ben 20 anni, riapre il dibattito con risultati sorprendenti: un tipo […]
Leggi

News

Sauna, caldo e bagni freddi: possono aiutare il cervello a invecchiare meglio?

Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse scientifico verso gli effetti della sauna e dell’alternanza caldo-freddo sulla salute del cervello. Quello che per secoli è stato considerato soprattutto un rituale di benessere nei Paesi nordici oggi viene studiato anche per i suoi possibili effetti sulla memoria, sull’umore e sulla prevenzione del declino cognitivo. Le ricerche più […]
Leggi

Supporta i nostri progetti innovativi

Questo progetto mira a fornire supporto psicologico ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, offrendo consulenza e terapie di gruppo.
Diventa volontario
crossmenuchevron-down