
Prendersi cura delle orecchie per invecchiare bene.
L’udito è un senso prezioso che ci connette agli altri e al mondo. Con l’avanzare dell’età può deteriorarsi gradualmente, rendendo più difficile comunicare e partecipare alla vita sociale. In molti casi però è possibile prevenire o limitare i danni adottando semplici abitudini quotidiane.
Perché l’udito peggiora con l’età
Nella maggior parte delle persone, il calo uditivo è graduale; circa metà dei casi è legata a fattori genetici non modificabili. L’esposizione a suoni intensi (concerti, traffico, ambienti di lavoro rumorosi, musica in cuffia a volume elevato), sommata nel tempo, può però peggiorarlo in modo significativo.
Cosa fare: proteggersi dai suoni forti
Oltre all’invecchiamento, i rumori intensi sono la causa più comune di perdita uditiva. Anche un singolo episodio estremo può danneggiare in modo permanente; più spesso il danno deriva da esposizioni ripetute. Se devi urlare per farti sentire da chi è vicino, il livello è potenzialmente nocivo. Utilizza tappi per le orecchie nei contesti rumorosi e sfrutta le funzioni di smartphone e smartwatch che avvisano quando i decibel sono elevati.
Cosa evitare: i cotton fioc
Il cerume protegge e lubrifica il condotto. L’uso dei cotton fioc rischia di spingerlo in profondità, ostruire l’orecchio e persino lesionare il timpano. Limita la pulizia alla parte esterna con un panno morbido e, se necessario, ricorri a gocce ammorbidenti o a un lavaggio eseguito da personale sanitario.
Controlli periodici dell’udito
Proprio come la pressione o la vista, anche l’udito va monitorato: dopo i 50 anni un controllo ogni 5 anni; dopo i 65 anni, ogni 1–3 anni. Esistono test di autovalutazione online utili come primo screening, ma la diagnosi e la gestione restano di competenza di audiologi e otorinolaringoiatri.
Non ignorare i cali improvvisi
Una perdita uditiva improvvisa va considerata un’urgenza: è consigliabile contattare uno specialista entro 72 ore. Un trattamento tempestivo (ad esempio con cortisonici, quando indicato dal medico) può ridurre il rischio di danni permanenti.
In sintesi
Giovanni Creton









