Le notizie provenienti da tutto il mondo raccontano che il covid-19 colpisce soprattutto le aree più povere e disagiate di una nazione. Questa ricerca dimostra che anche in una situazione di estremo degrado, e nonostante le condizioni di vita tragiche la coesione di una comunità, abbia permesso di limitare la diffusione di un’epidemia mortale come il tifo. Gli ebrei confinati all'interno di un ghetto nazista durante la seconda guerra mondiale furono in grado di arginare una massiccia epidemia di tifo introducendo misure di controllo delle infezioni simili a quelle utilizzate oggi per combattere il covid-19.
Questo articolo è stato pubblicato a cura di Polly Toynbee sul Guardian 5 maggio 2020
La pandemia dovuta al coronavirus ha messo in evidenza tutte le carenze dei vari sistemi sanitari; nei prossimi articoli cercheremo di descrivere le problematiche principali emerse nei differenti contesti. L’elemento costante nei vari studi pubblicati è l’importanza dei fattori sociali ed in particolare le diseguaglianze in campo economico e culturale che condizionano gli obbiettivi sanitari di ogni paese.
Cosa è importante sapere su come viene trasmesso il virus.
Il coronavirus è un virus delicato ma altamente contagioso, misura all'incirca un millesimo della larghezza di un capello umano, si sta diffondendo da persona a persona in tutto il mondo. Il coronavirus, come è noto, ha già infettato migliaia di persone in almeno 60 paesi.
Poiché questo virus è recente, la comprensione degli esperti su come si diffonde è limitata. È possibile, tuttavia, offrire alcune indicazioni su come funziona - o non - funziona e su come sembra trasmesso.
https://www.aging.com/a-guide-to-the-seasonal-flu-for-seniors/
Quando inizia l'autunno e le temperature cominciano a scendere, molti di noi si ammalano. Questa non è una coincidenza. Il clima più freddo favorisce le influenze stagionali e nonostante l'influenza condivida i sintomi con il comune raffreddore - mal di gola, tosse e naso che cola - l'influenza può causare conseguenze molto più devastanti.
Ciò è particolarmente vero tra gli anziani, che possono andare incontro anche ad un il ricovero o addirittura alla morte. La proporzione dei casi gravi rispetto al totale è però quest'anno abbastanza alta, circa uno su 1000: in Italia da ottobre 2018 sono state infatti 516 le persone affette da influenza ricoverate in terapia intensiva a causa di complicanze di tipo respiratorio acuto, tra cui anche 7 donne in gravidanza con un totale di 95 deceduti, per quanto cattiva sia la statistica, la situazione indica che il 90% delle persone decedute per influenza nel 2017-18 avevano più di 65 anni.
Ma grazie ai vaccini e ad altri approcci, l'influenza è prevenibile.
Nel corso della normale attività di assistenza ad anziani con tumori in fase avanzata o con patologie croniche complesse, è abbastanza frequente riscontrare un particolare atteggiamento medico che tende a sottoporre gli anziani sopra i 75 anni ai tradizionali screening oncologici e conseguentemente ad accertamenti e/o terapie aggressive che spesso condizionano pesantemente la loro qualità di vita.
I fatti di cronaca degli ultimi giorni hanno riportato l’attenzione sul problema del trattamento delle persone accusate di crimini sessuali e in particolare sul ricorso alla castrazione chimica. Mentre da noi è una norma in fase di discussione, esistono Paesi europei in cui esiste già, sia come pena che come opzione volontaria per il condannato. In Europa la troviamo in 13 Paesi, che sono: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Islanda. Come è facile notare si tratta di Paesi soprattutto nel Nord Europa, ma esistono delle differenze tra loro, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni di questa pratica. Quali sono queste differenze?
Abbiamo cercato in Internet un articolo che sintetizzasse velocemente l’argomento in modo da offrire un maggior numero di informazioni e conseguentemente anche strumenti capaci di comprendere gli aspetti positivi e negativi di questa metodica terapeutica.
I proprietari di cani hanno maggiori probabilità di effettuare ogni settimana la quantità consigliata di esercizio fisico.
In altre parole i nostri amici pelosi arrecano un importante beneficio per la salute: spingendoci a fare più esercizio. In queste ricerche che interesseranno favorevolmente i proprietari di cani, i ricercatori hanno scoperto che coloro che possiedono cani da compagnia hanno molte più probabilità di raggiungere gli obiettivi settimanali di attività fisica grazie al tempo trascorso con i loro animali.
Le linee guida del governo britannico raccomandano che gli adulti trascorrano almeno 150 minuti alla settimana facendo attività fisica con intensità moderata e/o intensa, come camminare a ritmo sostenuto o andare in bicicletta. Ma solo il 66% degli uomini e il 58% delle donne in Inghilterra raggiungono questo obiettivo.
Uno dei più importanti benefici dell'esercizio fisico è la capacità di ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro - in particolare il tumore del colon-retto, che secondo alcune stime sembra la neoplasia più dipendente dall'attività fisica. Ma come e quanto l'attività fisica possa salvaguardare lo sviluppo del cancro del colon rimane in gran parte ignoto.
L'attività fisica accelera il movimento dell’intestino, infatti spesso durante un allenamento agli atleti accade di dover cercare un bagno. Ma questa sola spiegazione non sembra chiarire pienamente gli effetti protettivi dell'esercizio fisico.
In questo articolo del NY Times del 1999 troverete una lunga revisione fatta dopo anni di fallimenti contro una nuova cura per il cancro basata sulla somministrazione di chemioterapici ad alti dosaggi, dove si vede come la pressione delle case farmaceutiche ed il ritorno economico per ospedali e gli stessi medici avevano alimentato questa speranza.
Per chi lavora in un servizio di cure palliative è normale prendere in assistenza frequentemente di pazienti con tumore avanzato e con un'aspettativa di vita limitata. La maggioranza ha già provato una combinazione di chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Molti sono rientrati in ospedale perché il cancro si è manifestato con una recidiva o con una ripresa di malattia, spesso con presenza di metastasi diffuse, accompagnata frequentemente da un dolore intrattabile o da difficoltà a respirare.
Questo articolo uscito sul New York Times in questi giorni ci e’ sembrato utile per seguire alcuni semplici consigli per affrontare l’influenza attuale.
Secondo i dati internazionali il vaccino antinfluenzale attuale sembra non non risultare perfettamente mirato sul virus: in Australia, dove la stagione influenzale arriva prima, si stima che la sua efficacia sia solo del 10% .
Anche nel nostro paese gli ospedali hanno segnalato che i servizi di emergenza sono sovraffollati e le farmacie stanno riscontrando carenze nei farmaci normalmente utilizzati contro l'influenza. E siamo nel pieno della stagione influenzale , che non si concluderà prima di maggio.
Cosa conviene fare?