Dona
Dona

Caffè, tè e memoria: una buona notizia per il cervello che invecchia

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata molto sulla prevenzione della demenza. Poiché le terapie oggi disponibili offrono benefici limitati quando i sintomi sono già comparsi, diventa sempre più importante intervenire prima, attraverso lo stile di vita. Un ampio studio pubblicato il 9 febbraio 2026 su JAMA (Journal of the American Medical Association) […]

Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata molto sulla prevenzione della demenza. Poiché le terapie oggi disponibili offrono benefici limitati quando i sintomi sono già comparsi, diventa sempre più importante intervenire prima, attraverso lo stile di vita.

Un ampio studio pubblicato il 9 febbraio 2026 su JAMA (Journal of the American Medical Association) e condotto dal Mass General Brigham, dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health e dal Broad Institute ha analizzato per oltre 40 anni i dati di più di 130.000 persone, provenienti dal Nurses' Health Study e dall’Health Professionals Follow-Up Study.

I risultati sono incoraggianti: bere 2–3 tazze di caffè con caffeina al giorno, oppure 1–2 tazze di tè, si associa a:

  • Riduzione del rischio di demenza fino al 18%

  • Minor frequenza di declino cognitivo soggettivo

  • Migliori prestazioni in alcuni test di memoria e funzione mentale

Perché caffè e tè potrebbero proteggere il cervello?

Caffè e tè non contengono solo caffeina. Sono ricchi di polifenoli, sostanze bioattive con azione antiossidante e antinfiammatoria.

Con l’avanzare dell’età, il cervello può essere più vulnerabile a:

  • infiammazione cronica

  • stress ossidativo

  • danno cellulare progressivo

Le sostanze presenti nel caffè e nel tè potrebbero contribuire a ridurre questi fenomeni, aiutando a preservare le funzioni cognitive nel tempo.

Interessante è il fatto che il caffè decaffeinato non ha mostrato lo stesso effetto protettivo, suggerendo che la caffeina possa svolgere un ruolo importante. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che sono necessari ulteriori studi per comprendere con precisione i meccanismi biologici coinvolti.

Un beneficio anche per chi ha predisposizione genetica

Un dato rassicurante riguarda le persone con maggiore rischio genetico di sviluppare demenza: anche in questo gruppo il consumo moderato di caffè o tè con caffeina si è associato a benefici simili.

Questo significa che l’effetto positivo sembra indipendente dalla predisposizione familiare.

Attenzione: non è una “cura”

È importante mantenere equilibrio e realismo.

Gli stessi autori ricordano che:

  • L’effetto è modesto, non miracoloso.

  • Il caffè non sostituisce uno stile di vita sano.

  • La prevenzione della demenza è multifattoriale.

Il consumo eccessivo di caffeina può causare:

  • insonnia

  • agitazione

  • tachicardia

  • aumento della pressione arteriosa in soggetti predisposti

Negli anziani fragili, soprattutto con problemi cardiaci o disturbi del sonno, è sempre opportuno confrontarsi con il medico curante.

Quanto è la quantità “giusta”?

Lo studio indica come fascia ottimale:

  • 2–3 tazze di caffè con caffeina al giorno oppure

  • 1–2 tazze di tè

Quantità superiori non hanno mostrato effetti negativi evidenti nello studio, ma non hanno nemmeno dimostrato un beneficio maggiore rispetto al consumo moderato.

Come spesso accade in medicina, la parola chiave è moderazione.

La prevenzione della demenza: un puzzle fatto di più tessere

Il caffè può essere un tassello, ma non è l’unico.

Per proteggere il cervello con l’età sono fondamentali:

  • Attività fisica regolare

  • Alimentazione equilibrata (come la dieta mediterranea)

  • Controllo di pressione, diabete e colesterolo

  • Stimolazione cognitiva (lettura, conversazione, apprendimento)

  • Vita sociale attiva

  • Sonno regolare

Alla luce delle evidenze attuali, possiamo dire che un buon caffè condiviso con qualcuno – magari durante una conversazione – potrebbe avere un valore doppio: biologico e relazionale.

Un messaggio rassicurante per gli anziani

Molte persone anziane temono che il caffè possa essere sempre e comunque dannoso. Questo studio suggerisce che, in assenza di controindicazioni specifiche, un consumo moderato può far parte di uno stile di vita sano.

Non si tratta di iniziare a bere caffè se non lo si è mai fatto, ma di sapere che una consuetudine diffusa e piacevole potrebbe avere anche un piccolo beneficio per la memoria.

Dott. Giovanni Creton

febbraio 2026

Altri articoli

Scopri le ultime novità e aggiornamenti dell'organizzazione.

News

Ondate di calore e anziani.

I farmaci che aumentano il rischio e i falsi miti sull’idratazione Dopo aver visto come affrontare il caldo e utilizzare correttamente ventilatori e semplici misure di raffreddamento, è importante conoscere un altro aspetto spesso sottovalutato: alcuni farmaci possono rendere l’organismo molto più vulnerabile alle alte temperature. Per questo motivo gli anziani, soprattutto quelli che assumono […]
Leggi

News

Ondate di calore: come proteggere gli anziani durante l’estate.

Ogni estate le ondate di calore diventano sempre più intense e prolungate. Per le persone anziane non rappresentano soltanto un disagio, ma un vero rischio per la salute. Disidratazione, colpi di calore, peggioramento delle malattie cardiache e respiratorie e confusione mentale sono tra le conseguenze più frequenti, tanto che durante le estati più calde si […]
Leggi

News

La nuova sfida dell’assistenza agli anziani: chi paga la non autosufficienza?

L’invecchiamento della popolazione sta ponendo a tutti i Paesi una domanda sempre più urgente: chi si prenderà cura delle persone quando non saranno più autonome? E soprattutto: chi pagherà questa assistenza? Non parliamo soltanto di cure mediche. La vera sfida della vecchiaia fragile riguarda l’aiuto quotidiano: lavarsi, vestirsi, alzarsi dal letto, preparare i pasti, assumere […]
Leggi

News

Alcol: un bicchiere innocente o un rischio sottovalutato?

Lo studio che presentiamo in questo articolo è particolarmente interessante perché cerca di superare la contrapposizione tra due messaggi che il pubblico sente spesso: “un po’ di vino fa bene” e “qualsiasi quantità di alcol fa male”. La conclusione degli autori dello studio è più sfumata: l’alcol non è un veleno immediato in ogni dose, […]
Leggi

News

Demenza: nuove cure, prevenzione e speranze dalla ricerca.

Per molti anni parlare di demenza significava parlare soprattutto di perdita progressiva delle capacità cognitive e di assenza di cure realmente efficaci. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. La ricerca scientifica sta facendo passi avanti importanti sia nella diagnosi precoce sia nello sviluppo di nuovi trattamenti. Allo stesso tempo, cresce la consapevolezza che molti fattori legati […]
Leggi

News

Demenza: riconoscere i segnali e capire quando chiedere aiuto.

La parola “demenza” spaventa molte famiglie. Spesso viene associata inevitabilmente alla perdita della memoria, alla dipendenza dagli altri e alla paura di “non riconoscere più” i propri cari. In realtà, comprendere meglio questa malattia può aiutare ad affrontarla con maggiore consapevolezza e meno solitudine. Oggi sappiamo che la demenza non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. […]
Leggi

News

Allenare il cervello per prevenire la demenza.

Come esercizi cognitivi mirati possono ridurre il rischio di Alzheimer. Negli ultimi anni si è discusso molto sull’utilità dei cosiddetti “giochi per il cervello”. Molti studi avevano sollevato dubbi sulla loro reale efficacia nella vita quotidiana. Oggi però una ricerca di grande rilievo, durata ben 20 anni, riapre il dibattito con risultati sorprendenti: un tipo […]
Leggi

News

Sauna, caldo e bagni freddi: possono aiutare il cervello a invecchiare meglio?

Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse scientifico verso gli effetti della sauna e dell’alternanza caldo-freddo sulla salute del cervello. Quello che per secoli è stato considerato soprattutto un rituale di benessere nei Paesi nordici oggi viene studiato anche per i suoi possibili effetti sulla memoria, sull’umore e sulla prevenzione del declino cognitivo. Le ricerche più […]
Leggi

News

Cuore e cervello: una connessione che può proteggere la salute.

Perché emozioni, musica e respiro possono influenzare memoria, umore e cuore. Non sono due organi separati Per molto tempo abbiamo pensato che cuore e cervello lavorassero separatamente: il cervello per pensare il cuore per pompare il sangue Oggi sappiamo che non è così. Esiste un vero e proprio “asse cuore-cervello”, un sistema di comunicazione continuo […]
Leggi

News

Il trapianto fecale e il microbioma intestinale: una rivoluzione silenziosa nella medicina moderna.

Perché oggi si parla tanto di microbioma. Negli ultimi anni, la medicina ha iniziato a guardare con sempre maggiore attenzione a un “organo invisibile” che vive dentro di noi: il microbioma intestinale. Si tratta di miliardi di batteri “buoni” che abitano il nostro intestino e svolgono funzioni fondamentali per la salute: aiutano la digestione producono […]
Leggi

Supporta i nostri progetti innovativi

Questo progetto mira a fornire supporto psicologico ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, offrendo consulenza e terapie di gruppo.
Diventa volontario
crossmenuchevron-down