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Sappiamo tutti che camminare fa bene, ma la giusta passeggiata può fare molto di più (seconda parte).

Il cervello ama certi tipi di paesaggio più di altri. Gli studi mostrano che ci sentiamo particolarmente bene in ambienti che non sono né troppo caotici né troppo vuoti: per esempio prati con qualche albero, colline dolci, coste aperte, brughiere. Questi paesaggi hanno forme che si ripetono in modo naturale (come i rami di un […]

Il cervello ama certi tipi di paesaggio più di altri. Gli studi mostrano che ci sentiamo particolarmente bene in ambienti che non sono né troppo caotici né troppo vuoti: per esempio prati con qualche albero, colline dolci, coste aperte, brughiere.

Questi paesaggi hanno forme che si ripetono in modo naturale (come i rami di un albero), chiamate “frattali”. Guardarli aumenta onde cerebrali legate alla calma e alla concentrazione.

Si pensa che questa preferenza derivi dalla nostra evoluzione: ambienti simili offrivano protezione ma anche visibilità, utili per sopravvivere.

E la città?

Non tutti possono andare spesso in campagna o al mare. La buona notizia è che anche camminare in città fa bene. Studi che hanno confrontato passeggiate in parchi e passeggiate in centri urbani hanno visto che entrambe migliorano l’umore, la pressione e il benessere generale.

Certo, i parchi e gli spazi verdi sono leggermente migliori, ma anche camminare tra edifici belli, strade storiche o quartieri piacevoli ha un effetto positivo. L’importante è non camminare in mezzo al traffico rumoroso, evitare luoghi troppo affollati e stressanti, scegliere percorsi che ci piacciono.

Non è vero che “la città fa male e la natura fa bene”: dipende molto da come e dove camminiamo.

Quanto tempo serve?

Una delle domande più frequenti è: quanto devo camminare? Le ricerche dicono che bastano 20 minuti in un ambiente verde per iniziare a ridurre gli ormoni dello stress. Anche una passeggiata breve, se fatta nel posto giusto, può fare la differenza.

Passeggiate più lunghe possono dare benefici ancora più duraturi. Studi su persone che hanno camminato per diverse ore al giorno in ambienti naturali mostrano effetti positivi che durano anche una settimana: meno stress, sistema immunitario più attivo, umore migliore.

Camminare a lungo aiuta anche la mente. Le lunghe passeggiate favoriscono uno stato chiamato “flusso”, in cui i pensieri si calmano, le preoccupazioni si allontanano e la mente si fa più leggera.

Consigli pratici per una passeggiata che cura

Scegli ambienti piacevoli: parchi, giardini, mare, campagna, ma anche strade tranquille e belle.
Cerca varietà: cambia percorso, terreno e panorama.
Usa i sensi: guarda, ascolta, annusa.
Cammina al tuo ritmo.
Se puoi, cammina in compagnia.
Anche poco è meglio di niente: 20 minuti sono già una medicina quotidiana.

Camminare è una cura semplice e potente

Camminare è uno dei regali più grandi che possiamo fare al nostro corpo e alla nostra mente, soprattutto con l’avanzare dell’età. Non serve essere sportivi, non servono palestre né macchinari. Basta uscire, muovere i piedi, respirare e lasciarsi accompagnare dal paesaggio.

La “giusta passeggiata” non è solo movimento: è luce, aria, profumi, suoni, colori e relazioni. È un modo naturale per prendersi cura di sé ogni giorno, con semplicità e rispetto dei propri limiti.

In fondo, camminare non ci porta solo da un posto all’altro: ci porta anche un po’ più vicino al nostro benessere.

Dott. Giovanni Creton
gennaio 2026

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