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Perché i vaccini restano un pilastro irrinunciabile della sanità moderna.

La vaccinazione contro il morbillo rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione nella sanità moderna ma per fermare la rinascita del morbillo dobbiamo combattere la cattiva informazione. Negli ultimi anni, anche nei Paesi più avanzati, stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante: il ritorno di malattie infettive che pensavamo ormai sotto controllo, come il morbillo. […]

La vaccinazione contro il morbillo rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione nella sanità moderna ma per fermare la rinascita del morbillo dobbiamo combattere la cattiva informazione.

Negli ultimi anni, anche nei Paesi più avanzati, stiamo assistendo a un fenomeno preoccupante: il ritorno di malattie infettive che pensavamo ormai sotto controllo, come il morbillo. Questa rinascita non è dovuta a una mancanza di strumenti medici, ma a un problema culturale e informativo: la diffusione della disinformazione sui vaccini, spesso alimentata da movimenti ideologici estremisti e amplificata dai social media. Il risultato è un calo delle coperture vaccinali che mette a rischio soprattutto i bambini e le persone più fragili.

Il morbillo non è una malattia banale. È uno dei virus più contagiosi conosciuti: una sola persona infetta può trasmetterlo a 12-18 altre persone in assenza di immunità. Circa un bambino su cinque che contrae il morbillo sviluppa complicanze serie, come polmonite, encefalite (infiammazione del cervello), sordità o cecità. A livello globale, nel solo 2024, il morbillo ha causato decine di migliaia di morti.

Esiste però una buona notizia: il morbillo è una malattia prevenibile in modo estremamente efficace grazie al vaccino. Il vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) è uno dei vaccini più studiati e sicuri della storia della medicina. Dal 2000 a oggi, la vaccinazione contro il morbillo ha evitato circa 60 milioni di morti nel mondo, rappresentando uno dei più grandi successi della sanità pubblica moderna.

Nonostante queste evidenze, molti genitori esitano o rifiutano di vaccinare i propri figli. Questa esitazione ha origine da uno studio pubblicato nel 1998 che suggeriva falsamente un legame tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio si è poi rivelato fraudolento ed è stato ritirato, ma il danno comunicativo è stato profondo e duraturo. Da allora, decine di studi scientifici condotti su milioni di bambini hanno dimostrato in modo inequivocabile che non esiste alcun legame tra vaccini e autismo.

Dal punto di vista della sanità pubblica, il problema è particolarmente grave perché il morbillo richiede una copertura vaccinale molto elevata per essere controllato. Per impedire la circolazione del virus è necessario che almeno il 95% della popolazione sia vaccinata. Questo meccanismo, noto come immunità di comunità, protegge anche chi non può vaccinarsi per motivi medici, come i neonati o le persone immunodepresse.

Anche in Italia la situazione merita attenzione. Negli ultimi anni, la copertura vaccinale contro il morbillo è migliorata, ma in alcune regioni resta al di sotto della soglia di sicurezza. Si sono verificati focolai con centinaia di casi, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Una quota significativa dei casi ha richiesto il ricovero ospedaliero, a dimostrazione che il morbillo non è una malattia innocua.

La grande maggioranza delle persone che si ammala di morbillo nel nostro Paese non è vaccinata. Questo dato conferma l’elevata efficacia del vaccino e mostra come la malattia riemerga soprattutto quando la protezione collettiva si indebolisce. Ogni focolaio comporta costi sanitari e sociali rilevanti, che potrebbero essere in larga parte evitati con una prevenzione adeguata.

La rinascita del morbillo non è quindi un fallimento della medicina ma della comunicazione. Contrastare la disinformazione richiede istituzioni credibili, operatori sanitari preparati e una comunicazione pubblica responsabile. Informare correttamente significa spiegare con chiarezza, ascoltare i dubbi e rispondere con dati scientifici solidi.

In un’epoca in cui le informazioni false circolano rapidamente, difendere la scienza e la prevenzione è un atto di responsabilità collettiva. La vaccinazione resta uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute individuale e quella della comunità, salvando ogni anno migliaia di vite.

Dott. Giovanni Creton
febbraio 2026

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