
Quando i farmaci, insieme alla fragilità, aumentano i rischi e rendono le cadute più pericolose.
Le cadute rappresentano una delle principali cause di morte e disabilità negli anziani. In Italia, ogni anno oltre 100.000 persone con più di 65 anni vengono ricoverate per una caduta, e circa 7.000 muoiono per complicanze legate a fratture o traumi. Ma ciò che preoccupa ancora di più è che, nonostante le campagne di prevenzione, la mortalità dopo una caduta è in aumento.
Molti esperti ritengono che una parte di questa tendenza possa essere collegata a un fattore spesso trascurato: l’uso di farmaci che alterano l’equilibrio, la vigilanza o la pressione arteriosa, aumentando il rischio di caduta e di complicanze successive.
Quando i farmaci diventano un fattore di rischio
Negli ultimi decenni, la popolazione anziana ha visto crescere il numero di farmaci assunti ogni giorno. Non è raro che una persona di 80 anni prenda da 5 a 10 medicinali differenti: antipertensivi, ansiolitici, antidepressivi, sonniferi, antidolorifici, antiacidi, statine, diuretici.
Molti di questi farmaci – anche se prescritti correttamente – possono ridurre la vigilanza, dare vertigini o abbassare troppo la pressione, favorendo la perdita di equilibrio.
I geriatri li chiamano “FRID” (Fall-Risk Increasing Drugs), ovvero farmaci che aumentano il rischio di caduta. Tra questi figurano:
- Benzodiazepine e sonniferi (es. diazepam, lorazepam, zolpidem)
- Antidepressivi e neurolettici
- Oppiacei per il dolore cronico
- Alcuni antipertensivi o diuretici
- Farmaci antistaminici di vecchia generazione
- Alcuni farmaci per il controllo della vescica o del ritmo cardiaco
Spesso il problema non è un singolo farmaco, ma la combinazione di più molecole che interagiscono tra loro, rallentando i riflessi o alterando l’equilibrio.
Un problema anche italiano
Anche in Italia la “polifarmacoterapia” (cioè l’uso contemporaneo di molti farmaci) è in crescita. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 30% degli anziani oltre i 75 anni assume almeno 10 farmaci al giorno.
La maggior parte non viene mai rivalutata periodicamente, e questo espone a un rischio cumulativo di cadute, confusione mentale e perdita di autonomia.
Gli esperti sottolineano che deprescrivere – cioè ridurre gradualmente o sostituire i farmaci non più necessari – può essere un atto terapeutico tanto importante quanto prescriverli.
Il medico di famiglia, insieme al farmacista e al geriatra, può aiutare a rivedere periodicamente la terapia, eliminando ciò che non serve più o cercando alternative non farmacologiche (esercizio fisico, fisioterapia, tecniche di rilassamento, terapie cognitive, dieta adeguata).
Come prevenire le cadute
Non si può eliminare completamente il rischio, ma molte cadute sono evitabili.
Ecco alcune strategie pratiche:
1. Controllare regolarmente i farmaci
Chiedere al medico o al farmacista:
“Qualcuno dei miei farmaci può aumentare il rischio di caduta?”
“Posso ridurre le dosi o sostituirli con alternative più sicure?”
Una revisione annuale (o dopo ogni ricovero) è essenziale.
2. Rinforzare muscoli ed equilibrio
Camminare, fare ginnastica dolce o fisioterapia aiuta a mantenere forza e stabilità. Anche esercizi semplici come alzarsi e sedersi da una sedia senza usare le mani possono essere molto utili.
3. Adattare la casa
Eliminare tappeti mobili, cavi, ostacoli; migliorare l’illuminazione; installare corrimano nei bagni e lungo le scale.
4. Controllare vista e udito
Occhiali e apparecchi acustici ben regolati riducono drasticamente il rischio di inciampo o perdita di orientamento.
5. Curare l’alimentazione e l’idratazione
Una dieta ricca di proteine, calcio e vitamina D rinforza ossa e muscoli; la disidratazione, invece, può causare vertigini o cali di pressione.
Un messaggio per i caregiver
Molti anziani cadono non perché sono distratti, ma perché il loro corpo è indebolito o alterato da farmaci.
Chi assiste una persona fragile dovrebbe osservare attentamente: instabilità, sonnolenza, perdita di forza, confusione o cadute ripetute sono sempre campanelli d’allarme.
Parlarne con il medico può salvare la vita e restituire autonomia.
In sintesi
Le cadute non sono una “fatalità dell’età”: sono spesso la somma di più fattori correggibili – farmaci inappropriati, debolezza muscolare, ambienti pericolosi, vista o udito compromessi.
Riconoscerli e affrontarli in tempo significa prevenire una delle principali cause di disabilità e morte evitabili tra gli anziani.
ottobre 2025
a cura di Giovanni Creton
per la Ryder Italia ETS – www.ryderitalia.it
(Serie “Vivere più a lungo, vivere meglio”)









