Secondo due nuovi studi effettuati su larga scala sul rapporto tra attività fisica e longevità per aumentare le nostre possibilità di una vita più lunga, probabilmente dovremmo fare almeno 7.000 passi al giorno o praticare sport come tennis, ciclismo, nuoto, jogging, badminton o in altre parole un attività fisica per più di 2,5 ore alla settimana, I due studi, che insieme hanno seguito più di 10.000 uomini e donne per decenni, mostrano che i il tipo e la quantità di attività fisica riducono il rischio di morte prematura fino al 70%.
All’inizio della pandemia si suppose che la famosa immunità di gregge fosse un possibile obiettivo da raggiungere perché si era molto pessimisti sulla possibilità di avere in tempi rapidi uno o più vaccini con cui immunizzare il numero maggiore di persone. Con il trascorrere del tempo si è visto che nonostante gli sforzi e soprattutto l’esperienza acquisita ha modificato molti dei precedenti obiettivi nel cercare di individuare la via più sicura per gestire questa pandemia. Se ricordate all'inizio della pandemia il governo inglese aveva deciso di puntare sull'immunità di gregge. Ora dopo venti mesi questo articolo apparso in Gran Bretagna ha profondamente modificato l'approccio sanitario.
Conoscere la situazione dei vaccini utilizzati in giro per il mondo serve alla popolazione mondiale ad avere le migliori informazioni sui vantaggi e gli eventuali effetti collaterali dovuti ai differenti vaccini. Conoscere a fondo un problema serve ad diminuire le eventuali paure che molte persone hanno verso la campagna vaccinale. E' evidente che i dati qui riportati e ripresi dal New Scientist, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, possano essere modificati nel giro di pochi mesi in base a quanto avverrà nel corso della pandemia.
New Scientist 14-8-2021 Michael Le Page
Prima parte
Dopo più di sei mesi dall'inizio della campagna per vaccinare il mondo contro il covid-19, stiamo ottenendo un quadro di quanto bene stia funzionando ogni vaccino. Riassumiamo ciò che le ultime ricerche dicono sull'efficacia nella prevenzione dei sintomi, del ricovero e della morte, nonché sugli effetti collaterali, oltre alle ultime riflessioni sulle varianti del coronavirus e sui richiami, per tutti i principali vaccini:
Questo ha mostrato il Covid: il blocco dei visitatori al capezzale delle unità di terapia intensiva priva i pazienti delle migliori cure.
L’esperienza del Covid negli ultimi diciotto mesi ha messo a dura prova i sistemi sanitari spesso rivelando molti aspetti deficitari della assistenza. Purtroppo la inesperienza dei medici nella gestione della pandemia e la paura della diffusione delle infezioni ha obbligato molte persone a morire nella completa solitudine e soprattutto ha annullato tutti i progressi fatti negli ultimi anni a favore della presenza di amici e familiari al fianco dei malati in corsia. Questo non deve più accadere ma sta solo a noi cittadini a pretendere di umanizzare l’assistenza senza lasciare decidere solo ai medici come assistere un malato
L’ultima parte della campagna vaccinale prevede che la vaccinazione venga allargata a giovani adolescenti. Molti genitori sono preoccupati per i possibili effetti collaterali ma una recente ricerca effettuata negli USA dimostra che la miocardite, una complicazione osservata dopo il vaccino, è risultata più comune nei pazienti colpiti dalla infezione da covid-19 rispetto alle persone vaccinate.
L'infiammazione del cuore innescata da alcuni vaccini contro il covid-19 è stata una preoccupazione, specialmente nella campagna vaccinale per i giovani, ma uno studio preliminare suggerisce che nelle persone la miocardite è sei volte più probabile che si verifichi dopo un'infezione da coronavirus che dopo la vaccinazione.