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Progetto OSS

Progetto OSS Assistenza domiciliare integrata Progetto parzialmente sostenuto grazie a una donazione di LILT Lega Italiana per la Lotta ai Tumori - Sede di Roma   Contesto e Background Le dinamiche demografiche vedono il progressivo invecchiamento della popolazione, il che in generale determina un aumento del numero delle persone con disabilità, legata principalmente alle patologie […]

Progetto OSS Assistenza domiciliare integrata

Progetto parzialmente sostenuto grazie a una donazione di LILT Lega Italiana per la Lotta ai Tumori - Sede di Roma

 

Contesto e Background

Le dinamiche demografiche vedono il progressivo invecchiamento della popolazione, il che in generale determina un aumento del numero delle persone con disabilità, legata principalmente alle patologie croniche tipiche dell'anziano (oncologiche, neurologiche, metaboliche e cardiovascolari) e, quindi, il numero di persone non autosufficienti. In questo ambito particolare attenzione va rivolta al paziente oncologico, tanto più se in fase avanzata o terminale di malattia.

Le problematiche di natura sanitaria si accompagnano spesso a criticità sociali che portano a trascurare le prime, e dunque ad esacerbarne gli effetti. Secondo un’indagine realizzata dal Censis (2025) l’Italia è caratterizzata da un elevato «indice di solitudine», pari a 34,4 persone sole ogni 100 famiglie; complessivamente sono 8,8 milioni gli individui che vivono soli, all’interno di questa categoria gli anziani con 60 anni e più rappresentano la quota più ampia: quasi 5 milioni, pari al 55,2%.

La mancanza di assistenza immediata in caso di emergenza viene ritenuta il problema maggiore (50,5%), percentuale che sale al 52,2% tra gli over 75. Segue la gestione delle attività domestiche e la preparazione dei pasti (38,2%). La solitudine e l’assenza di relazioni di supporto preoccupano il 31,6% delle persone; l’accesso all’assistenza privata il 20,6%. Al contrario, l’accesso ai servizi sanitari diventa più preoccupante con l’età: dal 7,9% degli under 50, arriva al 18,0% tra gli over 75.

A ciò si accompagnano problemi di natura economica: nel 2020 le persone in povertà assoluta hanno raggiunto il numero record di 5 milioni 602 mila unità: 1 milione in più rispetto al 2019, anno in cui si era registrata un’incoraggiante parabola discendente in termini assoluti e relativi (Istat). In Italia, il meccanismo di trasmissione intergenerazionale della povertà è più intenso rispetto alla maggior parte dei paesi dell'UE; quasi un terzo degli adulti (25-49 anni) a rischio povertà, ai 14 anni si trovava a vivere in famiglie che versavano già in condizioni finanziaria critica.

La progressiva diminuzione della capacità di spesa si riflette anche in ambito sanitario: la difficoltà di accesso a servizi a pagamento, e la cronica carenza di servizi sociosanitari domiciliari in ambito pubblico, fa sì che le persone sole siano una categoria ad alto rischio per quanto concerne la salute: la carenza di prevenzione determina un aumento delle fasi acute delle malattie e il conseguente ricorso ai servizi di emergenza, che potrebbe essere evitato con un adeguato supporto sociale e sanitario a domicilio.

Il ricorso ad assistenti domiciliari, comunemente denominati "badanti", presenta peraltro ulteriori criticità. Anzitutto il costo, che si attesta a circa 700 euro al mese, che nel contesto appena descritto non è sostenibile da tutte le famiglie, e che spesso porta a forme di lavoro irregolare (si stimano circa 400.000 badanti irregolari). C'è poi da considerare che il profilo professionale tipico degli assistenti familiari in Italia presenta delle criticità legate all'assenza di formazione specifica in ambito assistenziale a cui spesso si accompagnano problemi legati alla lingua: dati INPS del 2020 riportano che il 90% dei badanti in Italia è di origine straniera.

In alternativa, le famiglie non ricorrono a personale esterno, ma si affidano al cosiddetto caregiver familiare, ovvero una figura all'interno del nucleo familiare che si fa carico delle esigenze dell'anziano. Il lavoro di cura, se ha dei vantaggi in termini economici, può però generare un impatto negativo sul benessere della famiglia: sempre il rapporto del Censis riporta che la maggior parte degli intervistati concorda sul fatto che essere caregiver limiti il tempo disponibile per il lavoro o per altre attività personali (89,2%), con una percezione più marcata tra le donne (93,4%) rispetto agli uomini (82,9%). Anche lo stress psicologico è riconosciuto dalla grande maggioranza degli intervistati (88,3%), e riguarda il 91,1% delle donne e l’84,7% degli uomini.

Il ruolo degli assistenti familiari, in una società anziana e con reti sociali indebolite rispetto al passato, diventa cruciale per sostenere un sistema di welfare familiare che non trova adeguate risposte nei servizi pubblici.

Obiettivi del Progetto

Obiettivi Primari

  • Integrare l’offerta di servizi sanitari erogati dalla Ryder Italia con servizi sociali offerti da Operatori sociosanitari professionali, con particolare riferimento al sostegno alle attività quotidiane e alla compagnia.
  • Ridurre il senso di isolamento delle famiglie attraverso la creazione di una rete di aiuto.
  • Formare gli OSS alle specifiche del lavoro in équipe multidisciplinare, con particolare riferimento allo stress derivante da situazioni di terminalità del paziente, e alla necessità di operare nel contesto domiciliare/familiare.
  • Creare una rete di collaborazione finalizzata a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a sostenere il personale e le famiglie.

Descrizione delle attività di Progetto

Fase preliminare: ricerca e formazione del personale

  • Ricerca e selezione di n. 2 OSS da inserire in équipe
    • Requisiti minimi:
      • Qualifica di OSS riconosciuta.
      • Disponibilità ad operare sul territorio di Roma (entro GRA).
      • Possesso di partita IVA.
    • Formazione del personale.

Analisi dei bisogni

  • Valutazione dei bisogni dei pazienti (dal punto di vista sanitario e psicosociale).
  • Valutazione del nucleo familiare dal punto di vista psicosociale.

Assistenza domiciliare

  • Aiuto nelle attività quotidiane (igiene personale, vestizione, mobilità).
  • Supporto nella preparazione dei pasti e nella somministrazione degli stessi.
  • Assistenza delle attività domestiche di base per garantire un ambiente confortevole.
  • Aiuto per spostamenti e accompagnamento a visite o attività.

Attività psicologica sostegno/supporto/promozione emotiva

  • Colloqui individuali e/o di gruppo con psicologi specializzati per operatori, familiari e caregiver.

Monitoraggio e Valutazione

  • Riunioni mensili o trimestrali per monitorare l’andamento delle attività, valutare i risultati e apportare eventuali aggiustamenti.
  • Indicatori di Valutazione
    • Numero di pazienti raggiunti e supportati.
    • Fondi raccolti e investiti nel progetto.
    • Feedback qualitativo da parte dei pazienti, delle famiglie e degli operatori.
  • Reportistica
    • Redazione di report periodici che documentino le attività svolte, le risorse impiegate, i risultati ottenuti e le criticità emerse.

Risultati attesi

  • Miglioramento della qualità di vita dei pazienti nel loro ambiente domestico.
  • Riduzione del carico fisico ed emotivo sui caregiver.
  • Creazione di una rete di supporto e riduzione dell’isolamento del paziente e del nucleo familiare.
  • Formazione e crescita professionale degli Operatori sociosanitari inseriti in équipe nell’ambito del progetto.

Contatta il Centro di ascolto per maggiori informazioni

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