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PostHeaderIcon Assistenza ai pazienti con insufficienza respiratoria

Cure palliative per pazienti non oncologici

Pazienti con insufficienza respiratoria

Dal 2012, con un finanziamento del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, è iniziata una attività di assistenza domiciliare palliativa non oncologica per pazienti affetti da grave insufficienza respiratoria in O2 Terapia e/o Ventiloterapia domiciliare.

I risultati della sperimentazione, durata per 14 mesi, hanno evidenziato una marcata riduzione degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri riconducibili alla patologia respiratoria.

Da allora la Ryder Italia Onlus segue al proprio domicilio un gruppo di 30 pazienti con insufficienza respiratoria globale a varia eziopatogenesi (BPCO, asma cronico, Fibrosi polmonari) grazie ad un finanziamento che ci viene confermato annualmente dalla Tavola Valdese.

Una équipe multidisciplinare (medici pneumologi, geriatri, palliativisti, infermieri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, assistenti domiciliari e volontari) si fa carico di questi pazienti e dei loro famigliari con l’intento di migliorarne la qualità della vita.

La presa in carico della persona è volta a mantenere e recuperare le abilità residue,  prevenire e ridurre l’impatto clinico assistenziale delle riacutizzazioni e della dispnea, assistere il malato nelle fasi di terminalità.

L’assistenza domiciliare della Ryder Italia Onlus è gratuita, come detto, grazie alla Tavola Valdese, e si caratterizza come integrativa delle attività assistenziali del S.S.R. eventualmente già in essere, è attuabile con il pieno accordo del  medico di medicina generale al quale vanno riferite tutte le eventuali scelte cliniche-terapeutiche.

Le attività clinico assistenziali pneumologiche si avvalgono delle strumentazioni necessarie alla esecuzione di:

Emogasanalisi ( comprensiva di dosaggio Hb, glicemia, creatininemia , lattati, Na,K, Cl, Ca)

Pulsossimetria continua notturna

Spirometria semplice (curva flusso/volume, pattern respiratorio)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Febbraio 2017 13:12)

 

PostHeaderIcon Servizi sanitari di comunità: una soluzione locale come risposta ad un problema globale.

Di fronte al problema crescente della disoccupazione, il settore sanitario paradossalmente potrebbe rappresentare un motivo di crescita economica ed offrire una grande opportunità per creare lavoro a livello locale.

Nella maggior parte dei paesi il costo del lavoro incide per quasi la metà della spesa sanitaria. In futuro nel settore sanitario si prevede un rimborso non più per singoli servizi  ma a favore di pacchetti  mirati al miglioramento della salute del singolo e  delle varie comunità. È evidente che molti di questi servizi verranno offerti a livello locale. Teoricamente i servizi alla persona subiranno un notevole cambiamento passando dalla offerta di semplici visite mediche o infermieristiche ad una rete territoriale basata  su partnership di comunità che prevedano nuove figure di operatori sanitari.

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PostHeaderIcon Affrontare la sfida dei pazienti "Hotspotter"

La Harvard Business Review nel 2013 ha pubblicato un articolo che riguarda l'esperienza di una Organizzazione americana senza fini di lucro la Intermountain che ha focalizzato l'assistenza ad una particolare tipologia di pazienti che negli USA chiamano Hotspotter. Con questo termine si intende quella popolazione di malati che incide in modo sproporzionato sui costi sanitari e che in genere è rappresentata dai pazienti piu fragili, anziani, affetti da piu patologie e con criticità sociali ed economiche. Dallo studio di questi pazienti è possibile individuare forme di assistenza e percorsi di cura, oltre che nuove forme organizzative, utili a cercare di ridurre il costo sanitario di questi malati.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Febbraio 2017 12:13)

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PostHeaderIcon Gli anziani in Germania

Anche durante i mesi invernali più freddi, Erna apre regolarmente la finestra del suo piccolo balcone nel suo appartamento di due sole stanze a Berlino. La sua unica compagnia da anni ormai sono queste due cinciarelle cui lei dà da mangiare ogni giorno. A parte gli uccelli raramente qualcuno offre compagnia alla donna sola. Erna come molte delle persone anziane della sua età, soffrono di un'estrema solitudine. Erna ci racconta di essere nata poco dopo la prima guerra mondiale e di essersi trasferita in questo piccolo appartamento circa cinquant'anni fa. Dopo dieci anni le è morto il marito. Lei è sopravvissuta ai suoi fratelli e non avendo figli ora non ha nessuno che la frequenti e il telefono, se e quando squilla, di solito è sempre per motivi commerciali o pubblicitari. In passato dopo una caduta in bagno si trascinò fino alla camera da letto dove riuscì a chiamare il numero di emergenza e subito dopo i vigili del fuoco, rotta la porta di entrata, l'hanno aiutata piano piano a riprendere le sue attività quotidiane. Da allora Erna è preoccupata che questo si possa ripetere ed ha seguito il consiglio di eliminare tappeti e vari ostacoli che potrebbero rendere difficoltoso il camminare per casa.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Gennaio 2017 15:28)

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