Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)
Social Worker
Who's online now
We have 4 guests online
Home

PostHeaderIcon Corso ECM : Qui come a casa

There are no translations available.

Il giorno Venerdì 12 settembre 2014 si svolgerà presso la sede della Ryder Italia Onlus a Roma in Via Edoardo Jenner 70 un corso ECM sul tema :  “QUI COME A CASA” Multiculturalità e cultura dell’accoglienza nell’attività sanitaria domiciliare..

Docenti: dr.ssa Barbara Gallina, Assistente Sociale Ryder, dr.ssa Luminita Gugianu,  Mediatrice L.C. CIES, dr.ssa Bistra Kirkova, Mediatrice L.C. CIES dr.ssa   Maria Cristina Manca,  Antropologa  

Lavorando all’interno del sistema sanitario, nel tentativo di offrire un servizio efficiente e significativo per i nostri malati, si devono affrontare quotidianamente numerose criticità. Queste diventano estremamente complesse nel momento in cui dobbiamo interagire con le persone che arrivano da Paesi diversi, con cultura religione e lingue differenti. In tutta l’Europa, ogni paese sta cercando di affrontare questa problematica ricorrendo a vari  strumenti che comportano il ricorso ai mediatori culturali e alla formazione del personale sanitario, sulle modalità di accoglienza per malati con  cultura, religione e lingua diverse.

Per questo motivo, la Ryder Italia Onlus, ha deciso di programmare un incontro sull’interculturalità nei sistemi sanitari, per poter cominciare a individuare le numerose difficoltà viste dal punto di vista dei pazienti, dei responsabili culturali delle varie comunità o dai mediatori culturali, spesso poco coinvolti nell’attività quotidiana, allo scopo di creare una rete il più possibile estesa e in prospettiva efficiente, per poter dotare in futuro il nostro sistema sanitario, di nuove modalità di assistenza, idonee ad un paese con un alto tasso d’immigrazione.

L’incontro di venerdì 12 settembre presso la sede della Ryder Italia Onlus, rappresenta un primo passo per affrontare queste problematiche, scambiarci una serie di esperienze e cercare di creare uno strumento organizzativo comune, che ci permetta di interfacciarci tra servizi sanitari ospedalieri o territoriali, con le varie comunità d’immigrati, con i responsabili religiosi e i rappresentanti delle Organizzazioni di Mediazione Culturale, per cercare di creare un lavoro comune, che possa crescere in futuro, per offrire un servizio sanitario a una cittadinanza come quella romana, che è ormai multiculturale.

I dati ci dicono che, nel corso dell’ultimo decennio, la popolazione straniera residente nel Lazio, è quasi triplicata, passando da 151.565 a   425.583 unità. Un incremento di pari entità, si registra anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione residente, che sale da 29,6 a 77,3 stranieri per mille censiti. Quattro stranieri su cinque, risiedono nella provincia di Roma.

Questi numeri ci dicono che i servizi sanitari, che siano ambulatori, ospedali o servizi territoriali, dovranno affrontare queste criticità, tutte le volte che prenderanno in carico un paziente che non sia di cultura e lingua italiana. Per questo motivo, sarebbe opportuno che  ogni Organizzazione Sanitaria, abbia  conoscenza di queste problematiche e formi alcuni elementi all’interno del personale, con la finalità di creare una rete intercittadina  che possa supportare tutti gli interventi sanitari  per  pazienti di cultura e lingue differenti . Sul nostro sito www.ryderitalia.it   nel settore Medicina e Bioetica, abbiamo già pubblicato alcuni articoli su sanità e culture differenti.

Speriamo quindi di vederVi per l’incontro del 12 settembre. I contatti di riferimento, per quanto riguarda il settore dell’interculturalità, li trovate qui di seguito: per la formazione, This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ; per la responsabile del settore dell’interculturalità This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it cell.3207412113; per eventuali informazioni This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it   tel. 0658204580

Fino alla data del 10 settembre 2014,  sono aperte le iscrizioni al suddetto corso. Costo con crediti ECM: € 30,00  Crediti previsti:  8 . I partecipanti che non sono interessati ad acquisire crediti formativi o che non rientrano nelle categorie riconosciute dall'Agenas (Assistenti sociali, volontari, ecc) , potranno usufruire di uno sconto del 30% sulla quota d’iscrizione.


Cliccate qui per scaricare il depliant del Corso

Per scaricare il modulo di iscrizione cliccate qui con il tasto destro e cliccate su salva link con nome.


Last Updated (Monday, 08 September 2014 15:01)

 

PostHeaderIcon Abbiamo il diritto di sapere come e dove morire

There are no translations available.

Affrontare il problema di fine vita comporta conoscere a fondo il dibattito e le posizioni di tutti gli attori coinvolti nella assistenza ai pazienti negli ultimi mesi divita. Questo articolo e' la traduzione di un video di Ted-talks dove il dottor Peter Saul: Let's talk about dying che potrete vedere in originale http://www.ted.com/talks/peter_saul_let_s_talk_about_dying

In questa conferenza, tenuta da un medico Peter Saul nel marzo del 2012, si affronta un problema fondamentale: il luogo dove si muore. Il continuo invecchiamento della popolazione e i continui tagli al Sistema Sanitario, evidenziano il problema dell’assistenza negli ultimi giorni di vita.  Il luogo dove si muore può variare da paese a paese, sopratutto in base alla presenza dei servizi territoriali, che possono assistere le persone nel proprio domicilio. Diventa fondamentale che, di fronte al  notevole taglio dei posti letto, si cominci seriamente a considerare il potenziamento dell’ assistenza a domicilio, per facilitare l’accompagnamento delle persone negli ultimi giorni di vita. Ognuno di noi pensa di essere immortale o comunque ha un familiare o un amico che in un futuro dovrà affrontare il problema dell’assistenza nelle forme avanzate di malattia. Conoscere le criticità, alcune delle quali sono evidenziate in questa conferenza, può aiutarci a chiarire come vorremmo che una sanità futura potesse accompagnarci nella fase finale della nostra vita.

 

 

Last Updated (Thursday, 12 June 2014 15:01)

Read more...

 

PostHeaderIcon Angiogenesi

There are no translations available.

Questo articolo è la traduzione del video presente su questo indirizzo web : http://www.ted.com/talks/william_li .

William Li
Can we eat to starve cancer?
Maggio 2010

Intorno a noi è in corso una rivoluzione medica, che ci aiuterà a sconfiggere alcune delle malattie più terribili della nostra società, tra cui il cancro. Questa rivoluzione si chiama antiangiogenesi, e si basa sul processo con cui il nostro corpo forma i vasi sanguigni.

Last Updated (Friday, 02 May 2014 13:47)

Read more...

 

PostHeaderIcon Medicina Narrativa e Scrittura Narrativa

There are no translations available.

Johanna Shapiro, PhD, Assistant Editor, Medicina di Famiglia

Pubblicato su Family Medicine – maggio 2012 (Fam Med 2012;44(5):309-11)

Gli aneddoti dei medici circa i loro pazienti sono sempre stati una parte della formazione medica e della pratica clinica. Nell'era post - Flexnerian (dal Rapporto Flexner che è uno studio sulla formazione medica negli Stati Uniti e in Canada, scritto da Abraham Flexner e pubblicato nel 1910), con l'introduzione di sempre più sofisticate tecnologie diagnostiche e con lo sviluppo della medicina basata sulle prove, in larga misura l'aneddoto clinico è passato in secondo piano. Se ne raccontavano ancora ma con un po’ di vergogna oppure collegandoli a qualche studio in doppio cieco. Eppure, i medici che esercitano la professione hanno sempre intuito l'importanza del racconto nella medicina, e nell'ultimo decennio o giù di lì, questa consapevolezza ha fatto (ri)crescere una narrativa in medicina rappresentata attraverso l'opera di teorici come Brody, Charon, Greenhalgh e Hurvitz, e Mattingly e Garro. Questa rivista si impegna a dare voce alla parte narrativa della medicina. Quello che segue è per aiutare potenziali autori a trovare il modo di raccontare e per aiutare i lettori ad avvicinarsi a tale scrittura con apprezzamento e raffinatezza.

La medicina narrativa è stata variamente definita, ma nel senso più ampio include lo sviluppo per i praticanti di un "senso della storia " e cioè un apprezzamento e la comprensione del fatto che, da un certo punto di vista, la medicina è una impresa che racconta la propria storia. I pazienti raccontano le loro storie ai medici, che reinterpretandole cercano di dar loro un senso per poi raccontarle nuovamente ai pazienti con lo scopo di alleviare le loro sofferenze e cercare di fargli recuperare salute e benessere.

Elementi di medicina narrativa sono l’attenzione (essere pienamente presenti in ascolto, osservando e assistendo il paziente); la rappresentazione (come il paziente è rappresentato – sia nel racconto scritto che  a voce - ai colleghi, agli studenti, ai pazienti stessi e alla loro famiglia, e al medico stesso) e la partecipazione (impegno a assumere una posizione di solidarietà compassionevole verso le sofferenze del paziente, empatia per le prospettive del paziente e sostegno per le necessità del paziente).

Last Updated (Friday, 02 May 2014 11:36)

Read more...