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PostHeaderIcon Chi vuol esser volontario?

A partire dal mese di Ottobre 2010 sabato 9 dalle ore 9.30 alle ore 17.30 e domenica 10 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 - sabato 23 dalle ore 9.30 alle ore 17.30 e domenica 24 dalle ore 9.30 alle ore 14.00 avrà inizio la Terza Edizione di “Chi vuole essere volontario”, Corso di formazione e aggiornamento gratuito per volontari che desiderano impegnarsi nell’assistenza dei malati e delle famiglie, nell’ attività organizzative o di fundraising dell’Associazione. Per gli aspiranti volontari un importante criterio di selezione è la disponibilità ad offrire almeno una mezza giornata a settimana per le attività organizzative e assistenziali.

Gli obiettivi del Corso sono quelli di offrire una formazione di base per l’impegno del volontario in ambito socio-sanitario ed in particolare sviluppare e affinare le capacità  interpersonali che si esercitano in una relazione di aiuto.

Il Corso è aperto ad ogni fascia di età nella consapevolezza che diverse competenze, abilità e storie personali possono rivelarsi una preziosa risorsa in questo ambito di intervento.

 Il Corso prevede momenti di incontro con professionisti del settore e momenti di discussione in gruppo sui temi e sulle questioni emergenti.

I volontari che, dopo il Corso di formazione, avranno motivazioni, attitudini e capacità di lavorare in gruppo e vorranno impegnarsi nell’aiuto ai pazienti e alle famiglie, effettueranno un periodo di affiancamento con i volontari esperti e parteciperanno agli incontri di supervisione in gruppo coordinati dallo Psicologo a cadenza quindicinale.   

I volontari che, alla fine del Corso, sceglieranno invece di impegnarsi nelle attività organizzative e di fundraiser, saranno inseriti in gruppi di approfondimento e di lavoro con i professionisti della struttura.

Il Corso si terrà presso la Sede dell’Associazione Ryder Italia ONLUS, Via E. Jenner, 70 – 00151 Roma. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare l’Associazione al numero 06.5349622 oppure contattare la Segreteria Organizzativa del Corso, Sig.ra Francesca Votto dalle 10.00 alle 16.00 al numero 3493377976.

Le iscrizioni devono pervenire entro il 30 settembre 2010. Il modulo di iscrizione va inviato entro questa data al fax della Associazione Ryder al numero 06 53273183 o per posta alla sede Ryder di Via Edoardo Jenner 70 - 00151 ROMA o via email all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il modulo per iscriversi è disponibile qui : http://www.ryderitalia.it/images/corsovolontari2010.pdf

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 06 Agosto 2010 09:17)

 

PostHeaderIcon Conflitti di interesse e pandemia universale

Il mondo deve naturalmente essere grato che la pandemia di influenza A/H1N1 annunciata per il 2009 si è dimostrata essere un falso allarme. Con un numero di decessi così inferiore alle previsioni, sembra quasi fuori luogo trovare da ridire sui costi. Ma dobbiamo parlarne perché il costo è stato enorme. Alcuni paesi, in particolare la Polonia, non si sono fatti influenzare dal panico generale e non hanno acquistato scorte di vaccini e antivirali quando un anno fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato la pandemia. Tuttavia, paesi come la Francia e il Regno Unito hanno accumulato vaccini e sono ora impegnati nella vendita di vaccini non utilizzati ad altri paesi. L’Italia ha acquistato circa 24 milioni di dosi di vaccino (contro i 53 della Francia) mentre quelle effettivamente utilizzate sono state poco meno di un milione (fonte Il Messaggero). Nel frattempo le aziende farmaceutiche hanno accumulato enormi profitti.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Giugno 2010 08:11)

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PostHeaderIcon I farmaci scaduti sono veramente da buttare?

E’ opinione diffusa tra la popolazione generale soprattutto e talvolta anche tra gli operatori sanitari che i farmaci scaduti siano tossici. Il personale sanitario viene spesso interpellato circa l'utilizzo di un farmaco dopo la data di scadenza. Le aziende farmaceutiche a causa di restrizioni legali e per motivi di responsabilità civile, non ammettono tale impiego, senza esprimere giudizi sulla sicurezza e l'efficacia delle sostanze utilizzate oltre la data di scadenza. La rivista The Medical Letter ubblicò nel 2002 un esauriente relazione su questa
problematica ed in un recente articolo (15- febbraio del 2010) si confermano gran parte delle conclusioni del 2002 sostenendo che i farmaci scaduti, in assenza di alternative appropriate, possono risultare efficaci e non sono disponibili dati che dimostrino che i suddetti farmaci non
siano sicuri.

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 09:39)

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PostHeaderIcon Imparare dai morenti

L’INSEGNAMENTO DELLE CURE PALLIATIVE PRESSO LA HARVARD MEDICAL SCHOOL


“Pensavo che finalmente avrei scoperto cosa è realmente la morte. Pensavo che avrei appreso le parole più adeguate per parlarne. Pensavo che sarei rimasto con le mie domande sulla fine della vita e su come le persone affrontano la morte. Speravo che esistesse un protocollo da
seguire, quando un paziente muore, che mi avrebbe protetto dalla sofferenza e dalla angoscia. Le mie esperienze nel seguire questo corso mi hanno dimostrato che cercare le risposte a questi interrogativi mi avrebbe reso meno-umano”. Dagli appunti di uno studente di medicina della Harvard Medical School. Nelle facoltà di medicina, più di vent’anni fa, l’insegnamento delle cure palliative era in concreto inesistente.

 

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 09:40)

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PostHeaderIcon Come i giornali americani parlano del cancro

CANCRO E MEDIA

La rivista Archives of Internal Medicine, nel numero di marzo del 2010, descrive la tendenza, da parte delle principali testate nazionali negli Stati Uniti, di scrivere dei malati con tumore riportando principalmente notizie solo sui trattamenti aggressivi o sui possibili miglioramenti dei trattamenti oncologici senza mai discutere degli insuccessi o della percentuale di decessi o degli effetti collaterali delle terapie, delle cure palliative o dei problemi di fine vita. Negli Stati Uniti si stima che in un uomo su due ed in una donna su tre viene diagnosticato un cancro nel corso della vita.

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 09:49)

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PostHeaderIcon Un nuovo paradigma in medicina: il ruolo delle terapie a basso dosaggio

Per secoli  le terapie con  farmaci a piccole dosi  sono state prescritte nel campo della omeopatia o per le vaccinazioni. Ora in tutto il mondo, l'utilizzo di  farmaci a basse dosi  è in aumento per combattere gravi malattie come per esempio  il cancro in fase  avanzata. Questa nuova modalità terapeutica,  utile per contrastare  i tumori solidi, diventati chemio e radioresistenti, ed altre malattie avanzate   si differenzia  dalla tradizionale somministrazione dei farmaci prescritti in genere a dosi alte. In questi casi una piccola dose del farmaco  viene spesso somministrata in modo continuo, a intervalli regolari, sia come trattamento standard o come terapia di mantenimento per lungo tempo. Tuttavia questo nuova modalità di trattamento in oncologia, denominata "terapia metronomica", è ancora priva di protocolli standard, ma sembra promettere risultati interessanti in molte patologie neoplastiche. Sembra che questa nuova terapia a basso dosaggio  avrà effetti di vasta portata nella cura delle malattie croniche in tutto il mondo.
La storia dell’ormesi ha avuto inizio molto tempo fa quando il fisico-alchimista tedesco Theophrastus Bombastus von Hohenheim (1493-1541), sotto lo pseudonimo di Paracelso, aveva riconosciuto nella pratica medica, che l’efficacia di piccole quantità di sostanze, anche tossiche, dipendeva principalmente dalla dose. Questa idea, ora comunemente accettata, ricordando gli effetti stimolanti di alcool, caffeina e nicotina, tutte sostanze tossiche ad alte concentrazioni, venne fortemente contrastata per molto tempo .

Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Giugno 2010 09:39)

 

PostHeaderIcon L'invecchiamento della popolazione è solo un problema sociale?

Le ultime proiezioni demografiche a livello globale dicono che entro il 2020 il numero degli ultrasessantacinquenni supererà per la prima volta nella storia dell’umanità quello dei bambini sotto i 5 anni. Nel 2040 il 9,3% degli europei avrà più di 80 anni, mentre attualmente in Italia l’aspettativa di vita media è di 80 anni quando all’inizio del 1900 era solamente di 43 anni circa.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 04 Agosto 2010 08:21)

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