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PostHeaderIcon Corso ECM : Qui come a casa

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Il giorno Giovedì 12 settembre 2014 si svolgerà presso la sede della Ryder Italia Onlus a Roma in Via Edoardo Jenner 70 un corso ECM sul tema :  “QUI COME A CASA” Multiculturalità e cultura dell’accoglienza nell’attività sanitaria domiciliare..

Il corso intende approfondire le più adeguate forme di comunicazione verso persone di culture diverse, affrontando senza pregiudizi e stereotipi la realtà di chi vive una qualunque patologia distante dal proprio Paese d’origine.

Verranno inoltre presentate le esperienze di mediatori linguistico culturali e il punto di vista delle principali religioni, affrontando le problematiche legate alla malattia terminale e al fine vita.

Cliccate qui per scaricare il depliant del Corso

Per scaricare il modulo di iscrizione cliccate qui con il tasto destro e cliccate su salva link con nome.

 

Fino alla data del 10 settembre 2014,  sono aperte le iscrizioni al suddetto corso. I partecipanti che non sono interessati ad acquisire crediti formativi o che non rientrano nelle categorie riconosciute dall'Agenas (Assistenti sociali, volontari, ecc) , potranno usufruire di uno sconto del 30% sulla quota d’iscrizione.

 

PostHeaderIcon Abbiamo il diritto di sapere come e dove morire

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Affrontare il problema di fine vita comporta conoscere a fondo il dibattito e le posizioni di tutti gli attori coinvolti nella assistenza ai pazienti negli ultimi mesi divita. Questo articolo e' la traduzione di un video di Ted-talks dove il dottor Peter Saul: Let's talk about dying che potrete vedere in originale http://www.ted.com/talks/peter_saul_let_s_talk_about_dying

In questa conferenza, tenuta da un medico Peter Saul nel marzo del 2012, si affronta un problema fondamentale: il luogo dove si muore. Il continuo invecchiamento della popolazione e i continui tagli al Sistema Sanitario, evidenziano il problema dell’assistenza negli ultimi giorni di vita.  Il luogo dove si muore può variare da paese a paese, sopratutto in base alla presenza dei servizi territoriali, che possono assistere le persone nel proprio domicilio. Diventa fondamentale che, di fronte al  notevole taglio dei posti letto, si cominci seriamente a considerare il potenziamento dell’ assistenza a domicilio, per facilitare l’accompagnamento delle persone negli ultimi giorni di vita. Ognuno di noi pensa di essere immortale o comunque ha un familiare o un amico che in un futuro dovrà affrontare il problema dell’assistenza nelle forme avanzate di malattia. Conoscere le criticità, alcune delle quali sono evidenziate in questa conferenza, può aiutarci a chiarire come vorremmo che una sanità futura potesse accompagnarci nella fase finale della nostra vita.

 

 

Last Updated (Thursday, 12 June 2014 15:01)

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PostHeaderIcon Angiogenesi

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Questo articolo è la traduzione del video presente su questo indirizzo web : http://www.ted.com/talks/william_li .

William Li
Can we eat to starve cancer?
Maggio 2010

Intorno a noi è in corso una rivoluzione medica, che ci aiuterà a sconfiggere alcune delle malattie più terribili della nostra società, tra cui il cancro. Questa rivoluzione si chiama antiangiogenesi, e si basa sul processo con cui il nostro corpo forma i vasi sanguigni.

Last Updated (Friday, 02 May 2014 13:47)

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PostHeaderIcon Medicina Narrativa e Scrittura Narrativa

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Johanna Shapiro, PhD, Assistant Editor, Medicina di Famiglia

Pubblicato su Family Medicine – maggio 2012 (Fam Med 2012;44(5):309-11)

Gli aneddoti dei medici circa i loro pazienti sono sempre stati una parte della formazione medica e della pratica clinica. Nell'era post - Flexnerian (dal Rapporto Flexner che è uno studio sulla formazione medica negli Stati Uniti e in Canada, scritto da Abraham Flexner e pubblicato nel 1910), con l'introduzione di sempre più sofisticate tecnologie diagnostiche e con lo sviluppo della medicina basata sulle prove, in larga misura l'aneddoto clinico è passato in secondo piano. Se ne raccontavano ancora ma con un po’ di vergogna oppure collegandoli a qualche studio in doppio cieco. Eppure, i medici che esercitano la professione hanno sempre intuito l'importanza del racconto nella medicina, e nell'ultimo decennio o giù di lì, questa consapevolezza ha fatto (ri)crescere una narrativa in medicina rappresentata attraverso l'opera di teorici come Brody, Charon, Greenhalgh e Hurvitz, e Mattingly e Garro. Questa rivista si impegna a dare voce alla parte narrativa della medicina. Quello che segue è per aiutare potenziali autori a trovare il modo di raccontare e per aiutare i lettori ad avvicinarsi a tale scrittura con apprezzamento e raffinatezza.

La medicina narrativa è stata variamente definita, ma nel senso più ampio include lo sviluppo per i praticanti di un "senso della storia " e cioè un apprezzamento e la comprensione del fatto che, da un certo punto di vista, la medicina è una impresa che racconta la propria storia. I pazienti raccontano le loro storie ai medici, che reinterpretandole cercano di dar loro un senso per poi raccontarle nuovamente ai pazienti con lo scopo di alleviare le loro sofferenze e cercare di fargli recuperare salute e benessere.

Elementi di medicina narrativa sono l’attenzione (essere pienamente presenti in ascolto, osservando e assistendo il paziente); la rappresentazione (come il paziente è rappresentato – sia nel racconto scritto che  a voce - ai colleghi, agli studenti, ai pazienti stessi e alla loro famiglia, e al medico stesso) e la partecipazione (impegno a assumere una posizione di solidarietà compassionevole verso le sofferenze del paziente, empatia per le prospettive del paziente e sostegno per le necessità del paziente).

Last Updated (Friday, 02 May 2014 11:36)

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