Il cancro è una malattia legata agli stili di vita dell'uomo?

Alcuni pazienti affetti da tumore e spesso i loro familiari si chiedono quale sia la possibile causa di sviluppo di questa patologia e se ci sono modalità che possono aiutare a prevenirla. A tale proposito molte persone in tutto il mondo si chiedono se il cancro possa essere una malattia legata alle abitudini di vita della società moderna. Esistono pareri discordanti, alcuni sostengono questa ipotesi ed altri invece la contestano.

Un articolo pubblicato qualche anno fa affrontava questa problematica ed in particolare una ricercatrice, la Dottoressa Rosalie David dell’Università di Manchester, sosteneva che era stato trovato un solo caso di tumore su centinaia di mummie egiziane sottoposte ad esami scientifici per individuare patologie varie.

La rarità di tumore nelle mummie, secondo la dottoressa, fa presumere che i fattori causali del cancro siano per lo più dovuti a caratteristiche particolari della società moderna.

Secondo il ricercatore Michael Zimmerman della Villanova University in Pennsylvania la rarità di riscontro di operazioni chirurgiche, nelle società antiche, dovrebbe facilitare il riscontro di neoplasie non asportate sui resti umani di nostri progenitori. Il Dottor Zimmerman fu il primo ad effettuare una diagnosi di tumore in una mummia egiziana, analizzando a livello microscopico il tessuto del retto di una mummia non identificata, che era vissuta nel periodo tolemaico (tra 1600 e 1800 anni fa). Lo stesso ricercatore ha anche eseguito studi sull’antico Egitto e in Grecia, sia su reperti umani, sia animali, risalenti all’età dei dinosauri. Questi studi hanno suggerito che la presenza di cancro nei fossili animali, nei primati non umani e nei primi esseri umani fosse scarso, individuando solo poche decine di esempi non sempre scientificamente certi. In base alla letteratura antica non si sono trovate molte descrizioni di operazioni per neoplasie del seno o per altri tumori sino a XVII secolo. I primi resoconti scientifici sono apparsi solo negli ultimi duecento anni: ricordiamo il tumore dello scroto negli spazzacamini nel 1775, il tumore delle mucose nasali nel 1761, e la malattia di Hogkin nel 1832. La possibile spiegazione del perché il cancro risulti relativamente raro nell’antichità è presumibilmente dovuto alla ridotta durata di vita di questi individui che impedisce lo sviluppo di una neoplasia. Nonostante ciò, alcuni ricercatori fanno notare che sia in Egitto che in Grecia alcuni individui vivevano abbastanza a lungo per sviluppare malattie come arteriosclerosi, malattia di Paget e l’osteoporosi. I due ricercatori pertanto sostengono che il cancro possa in gran parte essere causato da fattori specifici della nostra società come inquinamento e dieta (Nature Reviews Cancer). Nelle società industrializzate i tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari, ma nei tempi antichi erano estremamente rari, poiché l’ambiente naturale e il tipo di alimentazione risultavano più sani.

Nonostante quest’affermazione, uno studio ha dimostrato che i dinosauri hanno sviluppato vari tumori (Dinosaur cancer Studies for Human Cancer Clues, by Heather Whipps April 3, 2006 Livescience.com) . La durata media di vita in un animale estinto viene stimata in base alle analogie con gli esseri che possiamo studiare ai giorni nostri, come ad esempio la tartaruga gigante, che può arrivare alla straordinaria età di 150 anni. Paragonando animali come alligatori, tartarughe e alcune specie di uccelli si è stabilito che approssimativamente la media di vita di un dinosauro si aggirava intorno ai 100 anni.

Per questo motivo la rarità di questa patologia nei nostri progenitori probabilmente è dovuta all’aspettativa di vita ridotta nelle società antiche. Secondo il parere dell’oncologo John Glaspy dell’Università UCLA il motivo per la maggiore incidenza dei tumori al giorno d'oggi è il progressivo invecchiamento della nostra popolazione. Infatti, in genere il cancro è molto raro, nella nostra società, negli esseri umani al di sotto dei trenta anni. È comunque evidente che i reperti fossili potrebbero non permettere la conservazione di tessuti tumorali e anche nel caso di tumore dell’osso, è molto difficile effettuare con sicurezza la diagnosi sui reperti a nostra disposizione. Sono quindi molte le spiegazioni a sostegno della rarità nel riscontro di tumori nei reperti di popolazioni antiche. Sicuramente la speranza di vita molto bassa, forse l’inquinamento rispetto a un ambiente naturale antico, oppure l’alimentazione sana che ormai focalizza l’attenzione degli studiosi come possibile prevenzione per questa patologia, o cause particolari per specifici tumori, come per esempio la rarità di riscontro di tumore al seno nelle donne che fanno figli in giovane età. Studiare le malattie degli esseri umani nelle società antiche ci può aiutare a comprendere meglio la interazione tra il nostro organismo con l'ambiente in cui viviamo e soprattutto può darci numerosi strumenti per migliorare il nostro stato di salute.