La Ryder Italia riconosciuta ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) dal 1998, è stata fondata a Roma il 22 novembre 1984 come associata ad una fondazione inglese, la Sue Ryder Care, molto conosciuta in campo internazionale per il suo impegno nei confronti dei malati oncologici e più in generale dei disabili.
La Ryder Italia - dichiarata Ente Morale con decreto del Ministro dell’Interno del 5/10/1991 ed iscritta, dal 1994, nel Registro Regionale del Lazio delle organizzazioni di Volontariato - opera a Roma (all’interno del Grande Raccordo Anulare) offrendo un servizio specializzato di assistenza domiciliare per i malati oncologici in fase avanzata di malattia.
Nel Dicembre del 2007 la Ryder ha ottenuto la certificazione per la qualità secondo la Norma UNI EN ISO 9001:200. Per statuto è governata da un’Assemblea e da un Consiglio Direttivo. Il suo bilancio è sottoposto annualmente ad un Collegio di Revisori.
L’obiettivo della Ryder Italia è quello di offrire un programma di terapia del dolore e cure palliative da parte di una équipe multidisciplinare (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, assistenti domiciliari e volontari) allo scopo di aiutare il malato ed i suoi familiari nel corso della malattia oncologica.
L’assistenza, è garantita da personale qualificato e formato ad un approccio globale nella cura del paziente. In altre parole, alla necessaria competenza clinica, si aggiunge la capacità di mettere al centro dell’intervento la persona del malato, la sua qualità della vita e i suoi bisogni emotivi, psicologici, sociali e spirituali. Allo stesso modo, nel corso dell’assistenza, viene offerto un sostegno ai familiari del paziente, a loro volta alle prese con una difficile prova.
Dalla sua costituzione, la Ryder Italia ha assistito più di 3500 pazienti, verificando direttamente sul campo che l’assistenza domiciliare costituisce:
a) una risposta efficace ai problemi e alle sofferenze che la fase avanzata della malattia può determinare;
b) una valida alternativa all’ospedalizzazione ed ai costi sociali ed economici che questa comporta.